I Domenica di Quaresima – 22 Febbraio 2026
Lettera del Papa (sintesi)
Cari fratelli e sorelle!
La Quaresima è il tempo in cui la Chiesa ci invita a rimettere Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si perda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno. Ogni cammino di conversione inizia quando accogliamo Gesù e i suoi insegnamenti. Per questo, la quaresima diventa un’occasione buona per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo, percorrendo con Lui la nostra strada. Quest’anno vorrei richiamare l’attenzione, in primo luogo, sull’importanza di dare spazio ad ascoltare la Parola di Dio: è questo il primo segno del desiderio di entrare in relazione con Gesù. Perciò lasciamoci istruire da Dio.
E ancora: se la Quaresima è tempo di ascolto, il digiuno costituisce una pratica concreta che ci prepara ad accogliere la Parola di Dio. Privarsi di un po’ di cibo, infatti, è una pratica spirituale antichissima e insostituibile nel cammino di conversione, perché rende più evidente ciò di cui dobbiamo avere veramente “fame”, cioè fame di Dio. Serve quindi a moderare l’attrazione verso tante cose materiali e a mantenere vigile la fame di amore. Tuttavia, il digiuno dev’essere sempre vissuto nella fede e nell’umiltà. Vorrei per questo invitarvi a una forma di digiuno molto concreto e spesso poco apprezzato dalla gente, cioè il digiuno dalle parole che colpiscono e feriscono il nostro prossimo. Cominciamo col rinunciare alle parole pungenti e taglienti, al giudizio negativo, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace.
Carissimi, in conclusione chiediamo la grazia di una Quaresima che renda più attento il nostro orecchio a Dio e agli ultimi. E impegniamoci affinché le nostre comunità contribuiscano ad edificare la civiltà dell’amore. Di cuore benedico tutti voi e il vostro cammino quaresimale.
LEONE PP. XIV
Lettera dell’Arcivescovo Burger (sintesi)
Care sorelle, cari fratelli,
il nostro Dio é il Dio della vita, è il Dio con noi. Non ci lascia soli. Ci è vicino, indipendentemente dal fatto che il mondo giri in modo positivo o in modo negativo.
Con la ristrutturazione delle parrocchie, dal 1° gennaio abbiamo intrapreso nuove strade per rispondere alle sfide del nostro tempo. Alcuni si sono mostrati incerti e preoccupati di fronte alla nuova estensione territoriale di ogni singola parrocchia e al cambiamento di responsabilità nell’amministrazione e nell’attività pastorale. Nonostante tali riserve, spero che ci sia molta collaborazione tra fedeli, sacerdoti, collaboratrici e collaboratori, sia stipendiati sia volontari.
La Quaresima è tempo per accompagnare persone che chiedono della nostra fede e della speranza che ci anima.
È tempo per aiutare coloro che sono alla ricerca del senso della vita, e che chiedono il nostro sostegno e hanno bisogno del nostro aiuto: cioè, persone sole, malate, morenti, afflitte dal lutto o altrimenti svantaggiate rispetto alla cosiddetta vita normale.
È tempo per la preghiera quotidiana, per l’adorazione, per fermarsi alla presenza di Dio.
È tempo per vivere in modo più intenso e convinto la grazia dei sacramenti, in particolare, la Santa Eucaristia e il Sacramento della Confessione.
Con fiducia in Dio, possiamo, quindi, camminare verso il futuro, con certezza che tutte le nostre preoccupazioni e le nostre paure, tutte le nostre tentazioni e tutti i nostri fallimenti sono custoditi in Dio. Perché Dio ci dice: «Io sono con te nell’angoscia, io ti libererò e ti renderò glorioso» (Sal 91,14).
Così vi benedica il Dio trinitario, il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo!
Vostro,
Arcivescovo
Stephan Burger
