Il primo discorso di Gesù in una Sinagoga

Gesù entra in una sinagoga: una stanza quadrata, con le solite luci a forma di triangolo e i leggii con i rotoli di pergamena. C’è già molta gente, raccolta in preghiera. Anche Gesù si ferma a pregare. Poi si inchina per salutare il capo della Sinagoga. Nella Sinagoga ebraica ognuno poteva prendere la parola per spiegare la Bibbia. Quel giorno Gesù prende un rotolo a caso e comincia a parlare. Dice: «Lo Spirito di Dio mi guida a leggere queste parole per voi. Nel capitolo 7 del libro del profeta Geremia c’è scritto: “Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Cambiate il vostro modo di vivere e il vostro cuore, e allora io starò con voi in questo luogo. Non illudetevi, ripetendo a vuoto: ‘Questo è il Tempio del Signore!’. Il Tempio da solo non basta. Se vivrete con giustizia, se tratterete bene il vostro prossimo, se non farete del male allo straniero, all’orfano e alla vedova, se non spargerete sangue innocente, se non correrete dietro a falsi dèi, allora io sarò con voi in questa terra che ho dato ai vostri padri per sempre.”
Ascoltate, popolo di Israele. Io sono qui per portarvi parole che illuminano.
Le vostre anime sono diventate cieche e non vedono più la luce di Dio. Tanto dolore copre questa terra. Piangono gli anziani ricordando i tempi passati. Piangono gli adulti, schiacciati dalla schiavitù. Piangono i bambini, perché non hanno un futuro. Ma ricordate: la gloria di questo mondo non conta nulla, se la paragoniamo alla gloria eterna. E la gloria futura, solo Satana e la vostra cattiva volontà ve la possono togliere. Perché piangete? Dov’è finito quel Dio che aprì il Mar Rosso per far passare Israele? Che vi guidò nel deserto e vi sfamò con la manna? Che diede la Legge a Mosè per insegnarvi la via del Cielo? È sempre lo stesso Dio. E allora perché vi ha voltato le spalle? Perché ora siete oppressi dagli stranieri? Perché molti di voi pensano che basti avere il Tempio per essere a posto con Dio. Ma non è così. Il vero Tempio è il cuore. E per pregare davvero, il cuore deve cambiare. I sentimenti devono cambiare. Bisogna vivere con giustizia, verso i poveri, i servi, i familiari, verso Dio stesso. Io vedo tanti ricchi che fanno offerte al Tempio, ma poi non sanno dire al povero: “Fratello, tieni questo pane e questa moneta. Ti aiuto con amore, e tu accettalo con dignità”. Vedo persone che pregano e si lamentano perché Dio non le ascolta, ma poi trattano male i propri parenti, quando chiedono un aiuto. Voi soffrite per le tasse dell’Imperatore, ma non vi accorgete di quanto fate soffrire i vostri fratelli, e non vi scandalizzate di questo. Popolo d’Israele! È arrivato il tempo della Salvezza. Preparate il vostro cuore. Siate onesti. Fate del bene. Amatevi tra voi.
Ricchi, non disprezzate nessuno. Commercianti, non imbrogliate nessuno. Poveri, non invidiate i ricchi. Siete tutti fratelli. Avete lo stesso Padre. Tutti siete chiamati alla stessa gioia eterna. Non chiudetevi da soli la porta del Cielo con i vostri peccati. Avete sbagliato finora? Non fatelo più. Ogni errore deve diventare un ricordo, non un’abitudine. La Legge di Dio è semplice. È buona. È alla portata di tutti. Tornate ai dieci comandamenti. Seguiteli con amore. E se volete sapere da dove cominciare, ve lo dico io: cominciate dall’amore. Amore per Dio, che vi ama. Amore per il prossimo, che è vostro fratello. Amore sempre. Dio è amore. Chi vive nell’amore, è figlio di Dio. Io sono qui per tutti. Per portare a tutti la luce del Padre. Questa Parola è il cibo che vi nutre. Prendetela, assaporatela, lasciate che vi trasformi. Che sparisca ogni veleno dal cuore, ogni cattiveria, ogni desiderio sbagliato. Una nuova gloria vi aspetta: quella eterna. E ci arriveranno tutti quelli che vivranno davvero secondo la Legge di Dio, facendone la regola della propria vita. Cominciate dall’amore. Non c’è niente di più importante. Chi ama, ha già capito tutto. E Dio, che è amore, lo aiuterà in ogni difficoltà. La benedizione di Dio scenda su chi gli offre un cuore pieno di buona volontà». Gesù si ferma. La gente mormora. Poi si cantano inni e salmi, e l’assemblea si scioglie.

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