Mercoledì delle Ceneri Anno A 18 Febbraio 2026
Inizia oggi la Quaresima, un periodo di 40 giorni, senza contare le domeniche, in cui siamo invitati a rinnovare la scelta di seguire Gesù sulla strada della umiltà, per partecipare alla sua vittoria sul peccato, sul dolore e sulla morte.
Perché seguire Gesù sulla strada dell’umiltà? Perché il segno penitenziale delle Ceneri che sono state imposte sulla fronte è soprattutto un gesto di umiltà. Esso significa che ci riconosciamo per quello che siamo, cioè delle creature fragili, fatte di terra e destinate alla terra; ma anche fatte ad immagine di Dio e destinate a Lui. Polvere sì, ma polvere amata da Dio. Noi siamo polvere, sì, ma rivestiti di vita divina, capaci di riconoscere la sua Parola e di rispondergli. Rivestiti di vita divina, sì, ma anche rivestiti di libertà e per questo anche capaci di disobbedirgli, cedendo alla tentazione dell’orgoglio e dell’ambizione. Ecco il peccato, una malattia mortale dello spirito. Noi attraverso il peccato, abbiamo perduto la santità. Ed ora si può ritornare ad essere santi. In che modo? Soltanto seguendo Gesù, che è la Via che porta nuovamente al Padre; che è la Verità che illumina la strada; che è la Vita stessa divina.
Ma per seguire Gesù bisogna fare almeno 2 cose:
1) rinunciare all’orgoglio e all’ambizione. Cos’è l’orgoglio e l’ambizione? L’orgoglio e l’ambizione é una aspirazione viva, assillante, quasi maniaca a valere, ad essere riconosciuti validi dagli altri, a pretendere dagli altri ringraziamenti, saluti, ricambi, rispetto, telefonate, onori. E se gli altri non ci calcolano, se gli altri non ci rispettano, se gli altri ci criticano, noi ci offendiamo, quasi quasi che noi dipendiamo dalla valutazione degli altri, piuttosto che dalla valutazione di Dio. L’orgoglio e l’ambizione rendono l’uomo arrogante, vanitoso e violento. L’orgoglio e l’ambizione entrano quasi dappertutto nella vita dell’uomo e spesso la dirigono: l’uomo passa quasi tutta la sua vita, sudando, sforzandoci, soffrendo per raggiungere traguardi che somigliano alle scatole cinesi. Nella scatole cinesi dentro una scatola c’é un’altra scatola e poi un’altra ancora e così in tutte scatole. Così fa l’uomo: dopo un traguardo c’è un altro traguardo da raggiungere a tutti i costi e poi un altro ancora e un altro ancora e… non ci si ferma mai! E così, l’uomo passa la sua vita senza avere tempo per amare davvero, sia Dio che gli altri. Gesù dice con forza ai suoi discepoli di stare attenti all’orgoglio e all’ambizione. Molto spesso sia l’uno, sia l’altra servono solo a mascherare un vuoto d’amore. E in ogni caso l’ambizione annulla ogni ricompensa nei cieli, da parte di Dio.
2) praticare la giustizia. “State attenti a non praticare la giustizia davanti agli altri, per essere ammirati da loro”. Cos’è la giustizia? Nelle parole di Gesù, la giustizia non è un comportamento conforme ad una legge. La giustizia, per Gesù è un giusto rapporto con Dio, da cui deriva un giusto rapporto con la vita e un giusto rapporto con le persone. E qual è questo giusto rapporto con Dio? Il giusto rapporto con Dio è un comportamento di totale fiducia in Lui, uno sprigionamento di energia d’amore che parte da noi e va verso Dio, senza chiedere niente e senza aspettarsi niente da Dio. È vero che Gesù parla di “ricompensa” da parte di Dio per le azioni di bontà e di generosità fatte dall’uomo, ma la traduzione italiana “ricompensa” non è l’esatta traduzione della parola ebraica detta da Gesù; la vera parola detta da Gesù, tradotta in italiano vuol dire “restituzione”. Dio, cioè, ci restituisce tutta l’energia d’amore che da noi è uscita verso di Lui, attraverso il bene fatto agli altri. Dio restituisce il tipo di energia, la qualità di energia, la quantità di energia di fede e d’amore che noi abbiamo avuto nei suoi riguardi. La liturgia di questa sera e tutto il periodo di Quaresima che oggi iniziamo, ci faccia capire la relatività dei beni di questa terra, ci renda più liberi di amare, di fidarci completamente di Dio e di fare decisamente il bene, senza voler essere stimati e ammirati dagli altri, senza offenderci se manca la corrispondenza da parte degli altri e senza volere neppure qualche soddisfazione. A queste cose ci penserà il Padre che tutto vede e tutto sa.
