Secondo la dottrina cattolica, due persone dello stesso sesso possono sposarsi?
La risposta è no, e vi spiego perché.
1) Secondo la dottrina cattolica, il matrimonio è una unione stabile e indissolubile tra un uomo e una donna. Questa unione è ordinata al bene reciproco dei coniugi ed è aperta alla procreazione (Dottrina-Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1601).
E le persone con tendenza omosessuale? Le persone con tendenza omosessuale si dividono in due categorie: quelle con tendenza omosessuale PER NATURA (e sono i veri omosessuali) e quelle con tendenza omosessuale PER VIZIO (che non sono veri omosessuali). Sia le persone omosessuali per natura, come anche quelle per vizio, (come del resto tutti, anche i tipi di peccatori) devono essere accolte con amore, rispetto e delicatezza nella Chiesa e dai cristiani, sull’esempio di Gesù, (queste ultime persone, però, quelle con tendenza omosessuale per vizio, come, del resto, anche tutti i viziosi e i peccatori si devono convertire e abbandonare i loro vizi sessuali). Gli atti omosessuali, però, sono considerati moralmente disordinati e non conformi all’insegnamento di Cristo. Gesù affronta questo problema, quando parla degli eunuchi. Chi sono gli eunuchi? Secondo Gesù (in Matteo 19,12), gli eunuchi sono persone che, per diversi motivi, non possono avere una vita sessuale che porta alla procreazione. Egli le distingue in tre categorie:
- persone nate così;
- persone rese così dagli uomini (evirati artificialmente o castrati)
- persone che rinunciano alla sessualità, per il Regno dei Cieli, ovvero persone che scelgono il celibato o la castità per servire Dio (scelta libera e spirituale).
Gesù dichiara anche che a tutti coloro che vivono una condizione sessuale particolare, appartiene il Regno dei cieli. La dottrina morale cattolica, quindi, non condanna l’orientamento sessuale in sé, ma solo l’atto sessuale. L’eunuco “per il Regno dei Cieli”, inoltre, non è colui che subisce una mutilazione fisica, ma chi sceglie liberamente di rinunciare al matrimonio e alla soddisfazione dei sensi per darsi interamente a Dio. Gesù esalta la scelta del celibato e della castità come la più alta forma di libertà, poiché l’anima non è più schiava della carne ma è libera di unirsi perfettamente a Lui. Egli sottolinea che tale condizione deve essere frutto di una vocazione d’amore e non di un’imposizione.
2) Ed ecco un altro motivo per cui gli omosessuali che si amano non possono sposarsi. Il matrimonio non è una istituzione che serve soltanto a riconoscere l’amore tra due persone. Se fosse così, non sarebbe regolato dalla legge statale! Lo Stato, infatti, non si occupa di regolare i sentimenti privati. La legge dello Stato, in ogni epoca, ha difeso il matrimonio, cioè, l’unione tra uomo e donna, perché solo dall’unione tra uomo e donna può nascere una nuova vita, un nuovo cittadino, speranza di futuro per tutta la società. Non a caso, finanche il matrimonio civile si celebra davanti al sindaco (o ad un suo delegato) che rappresenta tutta la collettività. È nell’interesse di tutti che nasca una nuova famiglia, e accolga figli, che hanno maggiori possibilità di benessere psicofisico ed economico se cresciuti da mamma e papà. D’altronde, che solo da un maschio e da una femmina possano nascere dei bambini, non lo dice la legge della Stato, ma la Natura, che anche lo Stato deve rispettare. Due uomini o due donne, invece, potrebbero avere un figlio solo comprandolo al mercato della procreazione artificiale o dell’utero in affitto, privando il bambino del diritto ad avere una mamma e un papà. In conclusione, negare il matrimonio a due persone dello stesso sesso non è una discriminazione, ma grande rispetto della Natura e della Volontà di Dio.
Fonte: Toni Brandi. Pubblicato da Marco Tosatti in Stilum Curiae, 23 Aprile 2025
