III Domenica di Quaresima Anno A – 8 Marzo 2026
Oggi, non è difficile, incontrare o “abbordare” una donna; la si incontra o la si puó “abbordare” per la strada, in discoteca e dappertutto. Ma una volta, nei tempi biblici, per incontrare o “abbordare” una ragazza si doveva andare al pozzo. Si approfittava che le donne andavano a prendere l’acqua per combinare matrimoni. Cosí avvenne per Isacco e Rebecca, per Giacobbe e Rachele, per Mosé e Zíppora. Anche Gesú approfitta del pozzo per “abbordare” quella donna, una Samaritana, non per combinare matrimoni, ma per proporle qualcos’altro…: per proporle la salvezza. L’incontro avviene tra due persone (Gesú e la Samaritana) che appartengono a 2 popoli che, pur essendo tutti e due ebrei, da secoli si odiano a morte. E si sa com’è l’odio e la rabbia! Non ci si parla, non ci si abbassa, non si fa il primo passo. Cosí succede tra familiari, tra genitori e figli, tra marito e moglie, tra fratelli e sorelle, tra amici e colleghi: quando ci si “odia” non ci si parla! Gesú ritiene assurdo una cosa del genere. E nel dialogo con la donna Samaritana, ci fa capire che è possibile una educata e pacifica convivenza anche tra coloro che hanno idee diverse. In che modo? In 3 modi!
1° modo: mettendosi sotto i piedi l’ORGOGLIO.
Se Gesú fosse stato come gli altri (come la massa, come la maggioranza), cioè se fosse stato un giudeo orgoglioso, non si sarebbe mai umiliato, lui maschio, a chiedere ad una donna (e, per giunta, “nemica”) di avere compassione di lui, di darle un po’ d’acqua. Avrebbe dimostrato “carattere”, avrebbe “sopportato” la sete, ma non si sarebbe mai abbassato. Invece Gesú butta all’aria il suo orgoglio di giudeo, butta all’aria le dicerie della gente e dei suoi stessi discepoli e si umilia, si abbassa, e chiede…! E conquista la donna, l’attira alla sua causa.
2° modo: Vivere la fede e la religione in modo nuovo.
Gesú propone alla donna, il piú grande cambia-mento mentale religioso. E qual è questo cambiamento?Quello di sapere che Dio cerca persone che si rivolgano a lui, spinte dall’amore e da una convinzione profonda e non spinte dalla tradizione o dall’abitudine. Questo vale anche per noi oggi! Quindi, certi Battesimi fatti e poi dimenticati; certi Matrimoni fatti in chiesa, per far piacere a lei o a lui; o perché mia madre si è sposata in chiesa e anch’io mi sposo in chiesa; certe Cresime fatte perché si deve fare da padrini e perché ci si deve sposare in chiesa; certe Messe ascoltate per forza, davanti a Dio non hanno nessun valore. È Gesú che lo dice! Dio vuole instaurare con noi, suoi figli, un rapporto fondato sull’amore, su un amore sincero e convinto (questo vuol dire: “adorare Dio in Spirito e Veritá”), un amore che abbraccia tutti e non esclude nessuno, perché come per Dio non esistono figli e figliastri, amici e nemici, cosi per noi, suoi figli, non devono esistere fratellastri, nemici, antipatici, cattivi, ma solo fratelli e sorelle da amare e da aiutare, non da giudicare o da condannare.
3° modo: Piú umanitá verso tutti.
Se uno sta morendo di sete, e nella sua disperazione, trascinandosi, si va a cercare un po’ d’acqua, anche inquinata, anche sporca, voi che fate? Lo giudicate? Lo condannate? Lo umiliate? Lo prendete in giro? Fate pettegolezzi alle sue spalle? No, certamente! E se l’acqua fosse un simbolo? E se al posto dell’acqua ci fosse… una donna, o un uomo, o un lavoro in nero, o “quel” tipo di lavoro da marciapiede?
Se l’uomo nella sua disperazione e nella sua solitudine avesse bisogno di una donna, o convivesse con una donna? E viceversa. Se la donna facesse “quel” tipo di lavoro da marcia-piede, per sopravvivere, che facciamo? Tiriamo fuori l’arma del giudizio o della condanna, per ucciderlo o ucciderla nella sua reputazione? Non parliamo qui di incalliti viziosi, o di maniaci sessuali, o di immorali o di uomini superficiali, ma parliamo di persone normali, sfortunate, sole e disperate. Gesú, pur senza giustificare il loro peccato, è stato molto, ma molto umano con le persone, soprattutto con “certe” persone, con “quelle” persone! E le ha salvate! Non c’è bisogno di condividere le scelte altrui per esprimere umanitá. Anche non condividendole si puó essere molto comprensivi e umani. Senza questa base di umanitá verso tutti, non è possibile essere cristiani, cioè discepoli di un Maestro, come Cristo. “Convertitevi”, ci dice Gesú! Cambiamo quindi, qualche modo di pensare, qualche modo di parlare, qualche modo di vivere, che Gesú non approverebbe in un suo discepolo!
