Maestro, tu dici che il dolore è una conseguenza del peccato originale. Allora è un male?

«No, amico. Il dolore è un male dal punto di vista umano, ma dal punto di vista di Dio è un bene. Esso aumenta i meriti delle persone buone che lo subiscono, senza disperarsi e senza ribellarsi e che lo offrono a Dio, offrendosi con la loro accettazione e rassegnazione, come sacrificio di espiazione per le proprie manchevolezze e anche per le colpe del mondo. Esso, poi, é redenzione per coloro che non sono giusti e buoni. Lo so che l’uomo trova difficile e dura la sofferenza e il dolore, ma non è il Padre che manda dolore ai figli. Il dolore venne nel mondo per la colpa di origine. Ma quanto dura il dolore sulla Terra, nella vita di un uomo? Poco tempo. È sempre poco, anche se dura tutta la vita. Ascoltate: non è meglio soffrire per poco tempo, anziché per sempre? Non è meglio soffrire qui, che nel Purgatorio? Pensate che il tempo là, è moltiplicato per uno a mille. Per questo vi dico di non maledire il dolore, ma di benedirlo. Il dolore lo si dovrebbe chiamare “grazia”».

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