Dubbi di Vescovi e Cardinali sulla verità cattolica

Sotto il Pontificato di PAPA FRANCESCO, molti cattolici nel mondo, ma anche molti Vescovi e Cardinali hanno espresso DUBBI, sulla veritá cattolica di alcuni punti del suoi insegnamenti! Quali sono questi punti?

Papa Francesco ha preso diverse decisioni che hanno suscitato perplessità, confusione e critiche in alcuni ambienti cattolici, soprattutto tra coloro che hanno sempre creduto e vissuto la Veritá, cosí come è stata trasmessa dagli Apostoli. Ecco alcune delle principali decisioni:

1. L’Eucarestia ai divorziati risposati (cfr. Amoris Laetitia, 2016)L’esortazione apostolica di Papa Francesco, Amoris Laetitia ha lasciato aperta la possibilità che i divorziati risposati possano ricevere la Comunione (l’Eucaristia) in certi casi, affidando la decisione ai sacerdoti. Alcuni vescovi e molti laici cattolici hanno visto in questa apertura un cambiamento della dottrina sul matrimonio. Critici, sono stati soprattutto i Cardinali Raymond Burke, Gerhard Müller, Joachim Meisner, Carlo Caffarra, Walter Brandmüller (questi ultimi 2 giá morti). Essi hanno chiesto chiarimenti al Papa con i “Dubia” (domande formali, a cui il Papa doveva rispondere con un “sí” o con un “no”). Ma il Papa non ha mai risposto.

2. Restrizioni alla celebrazione della S. Messa in latino
(cfr. Traditionis Custodes, 2021)

Con il motu proprio Traditionis Custodes, Papa Francesco ha limitato drasticamente l’uso della S. Messa in lingua latina, ridimensionando le concessioni fatte da Benedetto XVI nel 2007. Il Papa ha deciso che le celebrazioni del rito tridentino (Messa in latino) siano sottoposte al controllo dei vescovi e non si svolgano più nelle parrocchie. I cattolici tradizionalisti (cioè quelli che seguono la Tradizione degli Apostoli, tramandata dalla Chiesa da 2000 anni), hanno visto in questa decisione, un attacco alla liturgia tradizionale e una rottura con il principio della continuità nella Chiesa.

3. Benedizione delle coppie omosessuali (cfr. Fiducia Supplicans, 2023)

Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha autorizzato la benedizione non liturgica delle coppie dello stesso sesso, con il consenso di Papa Francesco. Papa Francesco chiarí che questa benedizione non rendeva uguale l’unione tra omosessuali, al matrimonio sacramentale, ma voleva offrire un segno di accoglienza. Molti vescovi africani e fedeli alla Tradizione cattolica della Chiesa hanno rifiutato questo modo di accogliere gli omosessuali. Essi ammettono che la Chiesa debba accogliere tutti, eterosessuali e omosessuali, giusti e peccatori, prostitute e donne perbene, ma, accogliere tutte le persone che hanno la buona volontá di convertirsi. Non certamente accogliere e condividere i loro atti peccaminosi. La Chiesa non ha mai negato una benedizione alle singole persone e anche alle coppie matrimoniali, per queste ultime, intendendo anche benedire il loro amore sessuale. Ma non puó benedire una coppia omosessuale, perché benedicendo due omosessuali, come coppia, vorrebbe dire anche benedire il loro rapporto sessuale. Il che la Chiesa non lo puó fare, senza tradire la sua dottrina morale, in quanto la sodomia (cosí si chiama il rapporto sessuale tra gay) è contro l’insegnamento di Cristo, oltre che essere contro natura. Ora benedicendo una coppia omosessuale, si creerebbe molta confusione tra i fedeli sulla morale familiare e sulla dottrina della Chiesa a riguardo.

4. Sinodalità e possibilità di cambiamenti nella Chiesa
(cfr. Sinodo sulla Sinodalità, 2021-2024)

Papa Francesco sull’esempio dei vescovi tedeschi, ha promosso un processo sinodale per coinvolgere i fedeli nella riflessione sulla Chiesa. Fin qui niente di particolare e niente da dire. Il problema sorge quando si vuole (e questo si vuole in questo processo sinodale) che i problemi vengano votati a maggioranza e i risultati della votazione diventino legge per la Chiesa Cattolica. Ora nelle riunioni sinodali, sono stati discussi argomenti molto importanti, come per esempio, il celibato sacerdotale, il sacerdozio alle donne, la revisione alla morale cattolica, la Comunione ai divorziati risposati, le unioni omosessuali e una maggiore apertura ai laici nell’organizzare e nel dirigere la Chiesa. Ora tutti questi problemi non possono essere votati a maggioranza, perché la Chiesa non è stata fondata dai fedeli e quindi non è una democrazia. Essa è stata fondata da Cristo, ed è Cristo che la dirige, è Lui il capo della Chiesa e la dirige secondo i suoi insegnamenti. La Chiesa cattolica, piaccia o non piaccia, è gerarchica: in alto Cristo che è il Capo e la dirige per salvare le anime e sotto di lui, i suoi ministri, secondo una precisa gerarchia e poi i laici. Tutti, ministri e laici devono obbedire a Gesú Cristo. Non dimentichiamo che è Lui, Gesú la Veritá, e questa Veritá, cioè la sua Dottrina, devono insegnare e vivere tutti i suoi seguaci, ministri e laici. Nessuno ha l’autoritá di cambiare la Veritá, nemmeno il Papa. Per questo molti cattolici, Vescovi, Cardinali e Laici sono critici sulla sinodalitá, perché temono che questo processo possa portare a cambiamenti radicali sulla natura della Chiesa Cattolica (da gerarchica a democratica) e sulla sua dottrina, sotto la spinta e la pressione da parte di cattolici modernisti (bisogna sapere che il “modernismo”, in quanto anticlericale, è stato giá condannato dalla Chiesa Cattolica), che seguono piú le mode e le idee del mondo, che non Gesú Cristo e la sua dottrina morale, che vogliono piú piacere al mondo che non a Gesú Cristo, che vogliono essere piú accettati dal mondo che non da Gesú Cristo.

5. Rapporti con la Cina e la Chiesa sotterranea
(cfr. Accordo con Pechino, 2018)

Papa Francesco firmó un accordo con il governo cinese per la nomina dei vescovi, lasciando, in pratica, mano libera al governo comunista e un maggiore controllo dello Stato ateo sulla Chiesa in Cina. Molti cattolici cinesi fedeli a Roma, come il cardinale Joseph Zen, hanno accusato il Vaticano di cedere al regime comunista cinese e di tradire la Chiesa Cattolica Cinese, contraria all’ateismo Comunista dello Stato, e per questo, perseguitata e costretta a vivere nascostamente, chiasmata cosí “Chiesa sotterranea” (come le prime Chiese cristiane che vivevano nelle catacombe, perché perseguitate dagli Imperatori Romani o come anche oggi, perseguitate da altre ideologie, in tante parti del mondo).

6. Discorsi ambigui e poco chiari su vari temi dottrinali e morali

Molti fedeli hanno trovato il linguaggio di Papa Francesco troppo vago, poco chiaro, confusionario ed equivoco su questioni importanti, come l’aborto, l’eutanasia e la morale sessuale. Esempio: quando ha detto “Chi sono io per giudicare?” parlando di un sacerdote omosessuale pentito, molti hanno interpretato la frase come un’apertura alla normalizzazione dell’omosessualità nella Chiesa. Oppure quando ha detto: “Sì, no, non so, fate voi”, a proposito di problemi morali e dottrinali della Chiesa Cattolica. Anche in questo caso, Papa Francesco anziché insegnare con autoritá, come faceva Cristo, si è espresso con un “Magistero liquido”, come farebbe qualsiasi persona a cui non interessano i problemi degli altri.

Conclusione:
Molti Cattolici, autoritá religiose e laici, ritengono che il pontificato di Papa Francesco abbia lasciato una Chiesa divisa e abbia creato confusione dottrinale, sbriciolando la tradizione cattolica e aprendo la strada ad uno stravolgimento della fede cattolica e a possibili errori e cambiamenti dottrinali futuri. Ma…, niente paura! „Le forze avverse non riusciranno a distruggere la Mia Chiesa” ha detto Gesú. E nei 2000 anni di storia, la Chiesa Cattolica ha vissuto situazioni ben peggiori di quelle attuali; ma sempre, Cristo è intervenuto in modo silenzioso e misterioso, a raddrizzare la sua rotta e a rimetterla a posto.

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