Domenica delle Palme Anno A – 29 Marzo 2026
Avete notato quello che succede nel racconto della Passione di Cristo? Che tutte le persone che vi compaiono, si comportano in modo diverso da come avrebbero voluto. Prendiamo per es. Pietro! Pensate voi che lui voleva tradire il Maestro? Certamente no! Anzi, proprio qualche momento prima gli aveva detto chiaro: “Anche se tutti ti abbandoneranno, io non ti abbandonerò mai”. Quindi Pietro non voleva tradire il suo Maestro. Però è proprio quello che fa! Perché? Per paura. Per paura di una serva. E Giuda? Giuda apparentemente sembra che tradisca il Maestro per soldi; invece non è così! Giuda voleva salvarlo. Voleva cioè che Gesù desse prova davanti alle autorità religiose ebraiche di essere il Messia, l’inviato di Dio. Giuda voleva che Gesù si difendesse. Il tradirlo, in realtà, era un’occasione offerta al Cristo per rivelarsi, per presentarsi nel suo giusto ruolo, magari con uno strepitoso miracolo. Ma Gesù non lo fece. Le cose non andarono come Giuda voleva. Gesù non parlò e non si difese. E fu condannato. E quando vide che era stato condannato, Giuda si rese conto di aver tradito un innocente. E fu preso da rimorso. E Pilato? Pilato voleva liberarlo. Non voleva condannarlo. Eppure, per paura lo tolse di mezzo. Per paura di perdere il posto! E le autorità religiose? Anche esse non volevano mica uccidere il Messia. Figuriamoci! Loro lo aspettavano il Messia! Loro tolgono di mezzo uno che ritenevano un fanatico, un pazzo, un illuso, un bestemmiatore, un impostore. Non giudicano, non condannano, non ammazzano la persona di Gesù perché era il Messia, ma per l’idea che essi si erano fatti di lui! Quindi in questo racconto della Passione di Cristo, tutti si comportano in modo diverso da come avrebbero voluto. Tutti. Un po’ come succede a noi! Spesso, noi ci comportiamo in modo diverso da come vogliamo. Perché? Per paura, per vergogna, o per convenienza! Vogliamo pregare, prima di mangiare, in un ristorante, ma non lo facciamo, per paura di cosa penseranno quelli che ci vedono. Vogliamo la pace nel mondo, ma poi scateniamo le guerre in famiglia. Vogliamo bene al partner, e vogliamo essere fedele a lui, ma poi lo tradiamo con un altro partner, per convenienza. Vogliamo cambiare gli altri, la moglie, il marito, la suocera, i figli, per il bene loro, diciamo noi, ma noi non cambiamo mai, siamo sempre gli stessi! Vogliamo leggere in chiesa…, ma non lo facciamo per paura di sbagliare. Vogliamo, vogliamo, vogliamo! Vogliamo fare tante cose, ma non le facciamo, anzi facciamo il contrario, per paura dei giudizi degli altri, o per vergogna, o per convenienza. Di tutti e di tutto abbiamo paura…, ma non di Dio. Ci preoccupiamo di quello che pensano gli altri su di noi…, ma non di quello che pensa Dio su di noi. Ci comportiamo secondo come piace agli altri…, ma non secondo come piace a Dio. Ci teniamo molto al giudizio degli altri…, ma non al giudizio di Dio. Ma vi pare una cosa normale, questa, per un cristiano, per un discepolo di Cristo! Proviamo invece a “non lavarci le mani”, come fece Pilato. Proviamo invece a dire, con coraggio, diversamente da come disse Pietro, quella notte: Sì, io lo conosco quell’uomo! Sì, io leggo in chiesa. Sì, io sono fedele a mia moglie o a mio marito. Sì, io lavorerò sul mio carattere, per cambiare in meglio me stesso! Sì, io voglio la pace sempre e dovunque, nel mondo e in famiglia! Sì, io sono un discepolo di Cristo e mi comporto come tale…! Diversamente da come fecero i suoi apostoli, che si addormentarono nell’orto degli ulivi, proviamo a sconfiggere il nostro sonno religioso e morale. Proviamo a sconfiggere la nostra pigrizia. Proviamo ad essere un po’ più svegli e più coerenti nei vari impegni religiosi, morali, sociali, comunitari e familiari. Proviamo ad essere un po’ più svegli, più decisi e più coerenti nella pratica religiosa. Solo così saremmo noi stessi, come ci vuole Dio, e non… come ci vogliono gli altri.
