DOMENICA DELLE PALME PASSIONE DEL SIGNORE – 29.03.2026
PRIMA LETTURA
Dal libro del profeta Isaìa 50,4-7
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso.
Parola di Dio.
SECONDA LETTURA
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési 2,6-11
Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.
Parola di Dio.
VANGELO
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo 26,14-27,6
C. Mentre ancora Gesú parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro questo segnale, dicendo:
A. «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!».
C. E subito si avvicinò a Gesù e disse:
A. «Salve, Rabbì!».
C. E lo baciò. E Gesù gli disse:
G. «Amico, per questo sei qui!».
C. Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. Quelli che avevano arrestato Gesù lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale si erano riuniti gli scribi e gli anziani. Pietro intanto lo aveva seguito, da lontano, fino al palazzo del sommo sacerdote; ed entrato anche lui, si mise a sedere tra i servi, per vedere come sarebbe andata a finire. Una serva gli si avvicinò e disse:
A. «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!».
C. Ma egli negò davanti a tutti dicendo:
A. «Non capisco che cosa tu voglia dire».
C. Mentre usciva verso l’atrio, lo vide un’altra serva e disse ai presenti:
A. «Costui era con Gesù, il Nazareno».
C. Ma egli negò di nuovo, giurando:
A. «Non conosco quell’uomo!».
C. Dopo un poco, i presenti si avvicinarono e dissero a Pietro:
A. «È vero, anche tu sei uno di loro: infatti il tuo modo di parlare ti tradisce!».
C. Allora egli cominciò a imprecare e a giurare:
A. «Non conosco quell’uomo!».
C. E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò delle parole di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente. Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato. Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo:
A. «Ho peccato, ho tradito sangue innocente».
C. Ma quelli dissero:
A. «A noi che importa? Veditela tu!».
C. Egli allora, gettò le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero:
A. «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue».
C. Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo:
A. «Sei tu il re dei Giudei?».
C. Gesù rispose:
G. «Tu lo dici».
C. E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. Allora Pilato gli disse:
A. «Non senti quante testimonianze portano contro di te?».
C. Ma Gesú non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito. A ogni festa di Pasqua, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta.
In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse:
A. «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato il Cristo?».
C. Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire:
A. «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua».
C. Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro:
A. «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?».
C. Quelli risposero:
A. «Barabba!».
C. Chiese loro Pilato:
A: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato il Cristo?».
C. Tutti risposero:
A: «Sia crocifisso!».
C. Ed egli disse:
A. «Ma che male ha fatto?».
C. Essi allora gridavano più forte:
A. «Sia crocifisso!».
C. Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo:
A. «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!».
C. E tutto il popolo rispose:
A. «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli».
C. Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Lo spogliarono, gli misero addosso un mantello scarlatto, intrec-ciarono una corona di spine e gliela posero sul capo, alla fine gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano:
A. «Salve, re dei Giudei!».
C. Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo deriso, lo spogliarono del mantello e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero via per crocifiggerlo. Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a portare la croce di lui. Giunti al luogo detto Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», gli diedero da bere vino mescolato con fiele. Egli lo assaggiò, ma non ne volle bere. Dopo averlo crocifisso, si divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Poi, seduti, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo posero il motivo scritto della sua condanna: «Costui è Gesù, il re dei Giudei». Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. Quelli che passavano di lá lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo:
A. «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!».
C. Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano:
A. «Ha salvato altri e non può salvare se stesso!
È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio!”».
C. Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo. A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce:
G. «Elì, Elì, lemà sabactàni?»,
C. che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano:
A. «Costui chiama Elia».
C. E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano:
A. «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!».
C. Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito. Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono.
Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti.
Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano:
A. «Davvero costui era Figlio di Dio!».
C. Venuta la sera, Giuseppe d’Arimatea, prese il corpo di Gesú, lo avvolse in un lenzuolo pulito e lo depose nel suo sepolcro nuovo che si era fatto scavare nella roccia. Rotolata, poi, una grande pietra all’entrata del sepolcro, se ne andó.
Parola del Signore.
PREGHIERA DEI FEDELI
C: Fratelli e sorelle, come veri discepoli seguiamo il Cristo, umile Re di Gloria, che entra in Gerusalemme per portare a compimento sulla croce la Sua missione redentrice. Padre misericordioso, principio e fonte di ogni benedizione
L: Preghiamo insieme e diciamo: Per la passione del tuo Figlio, ascoltaci, o Padre.
· Per la santa Chiesa: celebrando con viva fede il grande mistero della passione e morte di Cristo, guardi con cuore materno alla croce di tanti suoi figli, e doni loro conforto e sollievo. Noi ti preghiamo.
· Per tutti i battezzati: la celebrazione della Settimana Santa renda più intensa la sequela di Cristo con filiale abbandono e in cammino verso la croce. Noi ti preghiamo.
· Per coloro che soffrono: uniti alla passione di Cristo e consolati dall’amore fraterno, riscoprano la forza rigenerante della fede. Noi ti preghiamo.
· Per noi qui riuniti: attingiamo dall’Eucaristia la forza di essere in famiglia e nella società strumenti di pace. Noi ti preghiamo.
C: Padre, ascolta, la preghiera del tuo popolo che celebra la passione e morte del tuo Figlio; fa’ che dopo averlo acclamato nel giorno dell’esultanza, sappiamo seguirlo con la fedeltà dell’amore nell’ora oscura e vivificante della croce. Per Cristo nostro Signore.
A: Amen.
