Venerdí Santo Anno A – 3 Aprile 2026
Oggi le nostre chiese sono spoglie: niente fiori, niente tovaglie, niente colori. Dio è morto! Giornata di sole e…di sangue, quella che stiamo vivendo e celebrando oggi. Tutto tace. Dio è morto! Da solo! Quando si muore, si muore sempre da soli. Dio è morto, senza sostegno, senza angeli attorno, senza trombe. Dio è morto come muore ogni uomo: solo, spaventato, rassegnato. Dio è morto come muoiono tanti bambini che non conosceranno mai le gioie della vita e dell’amore. Dio è morto come muoiono tanti innocenti. È morto come muore la folla dei disperati di ogni tempo e di ogni popolo. Dio è morto. E noi, suoi amici, non abbiamo parole…; e rimaniamo allibiti, in silenzio, in preghiera. Non sono bastate le parole meravigliose che questo Dio fatto uomo diceva a tutti, parole di conforto, di fiducia, di speranza, di incoraggia-mento, parole di amore, di perdono, di gioia. Non sono bastati i miracoli strepitosi, numerosi, di ogni tipo, che questo Dio fatto uomo faceva, a chi si aggrappava, fiducioso, a lui. Non sono bastate le bellissime parabole, i profondi discorsi e insegnamenti, sul senso della vita, sull’aldilà, su chi è veramente Dio e sul suo sconfinato amore per l’uomo. Niente! L’uomo conserva un cuore duro, privo di riconoscenza, anche davanti alle cose più commoventi e meravigliose. Difficile da capire! Ed è per questo che elimina ed appende ad una croce, sfigurato sul volto, nudo, sanguinante da tutte le parti, il suo più grande benefattore. Ma perché l’uomo fa questo? Per difendersi da lui! L’uomo ha paura di Cristo, l’uomo è spaventato da Cristo! Ma come? Cristo mette paura? Cristo spaventa la gente? Quando mai! Eppure è così! E in che cosa spaventa Cristo? Cristo, “spaventa”, per modo di dire, per la potenza della sua verità, per la potenza del suo amore. Sembra strano, ma in genere, l’uomo non tollera, non sopporta l’amore! All’uomo, dà fastidio una persona buona, sincera, che ama, che ha parole buone per tutti, che semina pace dovunque. E Gesù ha voluto fare proprio questo. Gesù ha voluto vivere l’amore fin dentro l’inferno di questo mondo, costasse quel che costasse. E per questo l’uomo lo fa fuori. Perché non sopporta un uomo-Dio che ama tutti e si dona a tutti senza riserve. L’uomo non sopporta un uomo-Dio che dice che la pecora perduta e più importante delle altre 99 pecore che stanno sicure nell’ovile. L’uomo non sopporta un uomo-Dio che si mostra amico delle prostitute e dei peccatori e che dà più importanza a loro, che non ai giusti, ai santi, ai sani. Eppure Gesù semplicemente non vuole che si sputi sulle donne, che in segreto, poi gli stessi uomini usano e abusano. E noi, a distanza di 2000 anni, abbiamo capito il nostro Maestro e il suo amore per l’uomo sofferente? Oggi ci sono persone che sono lontane da Dio, che vivono nel peccato, che vivono situazioni irregolari, agli occhi di Dio. E noi, come valutiamo tutte queste persone? Certamente, noi non vogliamo giustificare o approvare certe situazioni e certi comportamenti. Il male è male e va chiamato con il suo nome. Ma le persone sono ben altra cosa! Tutte queste persone, chiamiamole così, “irregolari”, sono esseri umani, forse persone disperate, che cercano una strada che li porti a Dio. L’uomo-Dio, Gesù Cristo, di cui conosciamo l’infinita compassione, l’infinita misericordia, l’infinita comprensione e l’infinito amore, come si comporterebbe, oggi, con queste persone? Certamente direbbe come a quella donna scoperta sul fatto mentre tradiva il marito: “Donna, io non ti condanno. Va’ alla tua casa. E sappi farti perdonare. Da Dio principalmente, ma poi anche da tuo marito che hai offeso. Non abusare della misericordia del Signore. Va’ e non peccare più”. Ecco, Gesù su questa terra non condanna nessuno, ma spera sempre nel pentimento dell’uomo e nella sua conversione! Così dovremmo anche noi pensare e comportarci con quelle persone, diciamo così, “irregolari”. Pregare e sperare sempre che si pèntino, ritornino a Dio e si salvino. Grandissimo questo Dio che si lascia insultare, giudicare, condannare, travolgere, appendere ad una croce, ammazzare, dall’uomo vile, meschino, orgoglioso e stupido. E tutto per loro amore e per la loro salvezza. E li perdona, per giunta! Non ci sono parole, davanti a questa ferocia umana! L’unico atteggiamento nostro, di noi, suoi amici e discepoli, è quello di buttarci in ginocchio davanti a quel corpo appeso e dirgli: Dio grande, Dio forte, Dio immortale, abbi pietà di noi…, che siamo così lontani dal tuo modo di pensare, dal tuo modo di parlare, dal tuo modo di amare, dal tuo modo di vivere! Abbi pietà di noi!
