Domenica di Pasqua Anno A – 5 Aprile 2026
Oggi è Pasqua, ossia la festa di una grande vittoria, di una vittoria strepitosa, cosmica.
Non la vittoria mondiale della Ferrari. Non la vittoria dello scudetto della squadra del cuore. Non la vittoria del Festival di Sanremo da parte del vostro cantante preferito. Ma una vittoria, molto, ma molto più importante: la vittoria della vita sulla morte. La vittoria dell’amore sulla violenza, della gioia sulla tristezza, del coraggio sulla paura. La vittoria del perdono sulla vendetta. La vittoria di Cristo su Satana. Cosa succederebbe se un figlio, morto in un incidente di lavoro a 33 anni, qualche giorno dopo il suo funerale, si presentasse vivo, risorto, sulla porta di casa? Nella vita dei suoi increduli genitori e familiari succederebbe un finimondo! Tutto sarebbe scombussolato: sentimenti, emozioni, salute! Ci sarebbe un’esplosione di gioia, di pianto, d’amore, di vita. Non solo sarebbe risorto il loro figlio o il loro caro, ma loro stessi, genitori, familiari, conoscenti, amici, vicini di casa…, tutti sarebbero risuscitati nei loro stati d’animo! La vita di ciascuno di loro non sarebbe più come prima! Ebbene, oggi si è presentato vivo, in mezzo a noi, al terzo giorno dopo il suo funerale, un nostro fratello: Gesù Cristo. Cristo è risorto: Ora stiamo festeggiando proprio lui, Cristo risorto. Qual è il nostro stato d’animo? Ieri ho incontrato una brava persona, un uomo che educatamente mi ha salutato e mi ha detto. “Padre, io non vengo mai in chiesa; ma domani è Pasqua e mi sono deciso anch’io a fare la Pasqua e verrò a Messa, tanto per una volta all’anno, mica crolla il mondo, no!?”. E invece sì, miei cari! A Pasqua crolla il mondo, a Pasqua succede il finimondo. Quando si fa veramente Pasqua, niente più va avanti come prima, tutto cambia. Non basta andare a Messa per fare Pasqua, non basta fare la Comunione a Pasqua, per fare Pasqua. Cosa succede per i tifosi di una squadra quando la squadra del loro cuore vince una partita o vince lo scudetto? Succede il finimondo. Tutti esultano, gioiscono, cantano, ballano, la loro faccia si trasforma, camminano, danzando con una faccia allegra, luminosa, gioiosa. Noi, come cristiani, siamo tifosi di Cristo, questo vuol dire essere cristiani: essere accaniti tifosi di Cristo. E oggi Cristo, la Vita, ha vinto il derby sulla Morte. Quindi tutta la nostra persona, la nostra faccia, i nostri occhi, i nostri atteggiamenti devono esprimere gioia, la gioia della vittoria. Sì, perché con Cristo, abbiamo vinto anche noi. Con Cristo risorto, siamo risorti anche noi: questo vuol dire fare Pasqua. Oggi ci siamo vestiti molto meglio degli altri giorni e anche delle altre domeniche. E abbiamo fatto bene! Però fare Pasqua non significa cambiare vestito, significa cambiare vita. Fare Pasqua significa non aver paura di ricominciare daccapo. Nonostante le apparenze, non è la morte che ci deve far paura. Purtroppo quello che ci fa un po’ paura è cambiare! Invece non dobbiamo aver paura di ridere di più, di stare più allegri, di cantare di più, di gioire di più. Questi sono tutti atteggiamenti che dicono a tutti che il noi di prima è morto, con Cristo. Il noi di prima, con le vecchie abitudini, con i vecchi rancori, con le vecchie storie tirate in ballo continuamente, con i vecchi interessi…, non c’è più, è morto per sempre. Ora è nato un altro noi, è risuscitato il vero, il nuovo, il grande noi. Volete fare Pasqua? E allora: morte al male e al peccato. Morte alla rabbia, alla cattiveria, alle urla, al nervoso continuo e antipatico. Risuscitate alla fede, alla pratica religiosa, alla pace, al perdono, all’amore, alla gioia, alla bontà, alla speranza, alla misericordia. Ma cosa costa minimizzare i contrasti e le offese? Cosa costa sorridere a tutti, anche a chi ci è antipatico e non possiamo proprio vederlo? Cosa costa? Non abbiamo paura di rinnovarci, non arrendiamoci mai. Anche se certe volte abbiamo l’impressione che la nostra vita sia un fallimento dopo l’altro, sia un albero secco, sia una cosa inutile, sia un pietra dura, un pezzo di ghiaccio eterno, un inverno continuo. Anche se abbiamo l’impressione che la nostra vita sia dannosa per noi e per gli altri, non buttiamoci giù, non scoraggiamoci. Da un ramo secco, da una pietra morta, strofinando su un altro ramo secco o su un’altra pietra morta può sempre venire fuori una scintilla di fuoco, capace di diffondere luce e calore, capace di incendiare il mondo. Niente è completamente morto o secco o inutile, davanti a Dio. E così deve essere anche davanti a noi. Sempre può spuntare qualcosa di bello, di vitale, di verde, sempre può spuntare un fiore dai mille colori, in mezzo alla immondizia. Così è la vita di ciascun uomo. Per quanto, a volte possa sembrare vuota, inutile, fallimentare o morta, ha sempre in sé una forza capace di generare cose nuove, cose belle, cose utili. Questa forza è il coraggio. Questa forza è l’amore. Fate Pasqua risvegliando in voi tutto il coraggio, tutto l’amore di cui siete capaci. Buona Pasqua di Risurrezione a ciascuno di voi, a ciascuna vostra famiglia, agli ammalati, ai bambini, agli anziani, a chi è solo, a chi è disperato, a chi è lontano da Dio, ai tedeschi e ai vicini di casa, agli amici e anche ai nemici. Buona Pasqua a tutti! Cristo è risorto. Alleluia!
