Sabato Santo – Veglia Pasquale Anno A – 4 Aprile 2026

Oggi, sabato, 4 Aprile 2026. Ritorniamo indietro a quel sabato di circa 2000 anni fa: era il 23 Aprile del 34: quel sabato fu un sabato strano.  Gesù, sfigurato, sporco di sangue, morto, avvolto in un lenzuolo, messo in una tomba imprestata. Gli apostoli sconvolti! Alcuni vagano di qua e di là per i vicoli della città. Altri si sono nascosti per paura di fare la fine del loro Maestro. La gente guarda sconsolata i pali delle croci macchiate di sangue! Tutto è finito, già si parla d’altro! Gli ebrei stanno già festeggiando la grande festa della loro Pasqua. Oggi, 1992 anni dopo, tutti i cristiani sono in attesa della notte, la lunga notte della veglia, la notte del fuoco, la notte del racconto delle opere di Dio nel mondo, la notte dell’annuncio della risurrezione di Gesù, la notte delle campane che suonano di nuovo a distesa…, finalmente! Cristo è risorto! Con la sua morte, 1992 anni fa, tutto sembrava finito. Invece con la sua risurrezione tutto ricominciava! Ma cos’è la risurrezione? Nella liturgia che stiamo celebrando ci sono varie immagini, vari simboli che ci fanno capire un po’ cos’è la risurrezione. Il primo e il più chiaro simbolo della risurrezione è il fuoco. L’uomo è riuscito ad ottenere il fuoco circa 300.000 anni fa. E come c’è riuscito? Strofinando 2 pietre l’una contro l’altra, oppure strofinando 2 rami secchi l’uno contro l’altro. È riuscito, quindi, ad ottenere una scintilla, luce e calore, ossia una cosa nuova, proprio dalle cose più morte che ci siano: le pietre e i rami secchi. Ecco questa immagine ci può dare un po’ un’idea della risurrezione. E allora possiamo dire che non c’è proprio niente di veramente e completamente inutile o morto che non possa generare qualcosa di nuovo, di bello, di luminoso e di caldo. Questo vale anche per la vita di ciascuno di noi. Può darsi che qualcuno di noi, qualche giorno, si senta completamente devastato, completamente inutile, completamente morto, completamente depresso e fallito… Può darsi che qualcuno di noi, qualche giorno, cominci ad odiarsi per quello che è e per quello che ha combinato, cominci a non ritenersi più assolutamente capace di fare qualcosa di buono. Può darsi che qualche giorno, qualcuno di noi cominci a dire di aver sbagliato tutto e di aver danneggiato anche altri. Ebbene, in mezzo alla confusione della nostra vita, c’è anche la possibilità che nasca qualcosa di nuovo. Esiste la possibilità che il coraggio si svegli in noi! Esiste la possibilità del miracolo di un nuovo inizio: ecco, questo è l’inizio della nostra risurrezione. Anche se la nostra vita fosse una pietra morta o un ramo secco, è sempre capace di generare una scintilla di luce e di calore. Per Dio, finché siamo su questa terra, niente è definitivamente perduto. La morte, il fallimento, il sentirsi inutile, il sentirsi a pezzi o completamente distrutto, niente di tutto questo è l’ultima parola sulla nostra vita. Il nostro cuore è sempre capace di amare. E l’amore, nel nostro cuore, ha un potere così grande da essere capace di scaraventare lontano ogni pietra che pesa sulla nostra vita e che tiene racchiusa la nostra vita come in un sepolcro. L’amore che c’è nel nostro cuore è così potente, che è capace, se noi lo vogliamo, di scaraventare lontano ogni nostra paura, ogni nostro problema, ogni nostro guaio, ogni nostro errore e ogni nostro peccato. Tutto, nell’universo, è un grande cambiamento, fatto di andare e venire. La luna nel cielo scompare e ricompare nel corso di un mese. L’inverno e l’estate vanno e vengono nel corso di un anno. La luce e il buio si inseguono l’un l’altro nel corso di 24 ore. Gli alberi fioriscono e sfioriscono nel giro di 12 mesi… Anche nella nostra vita, tante cose vanno e vengono, arrivano e passano. Tutto è un cammino, un passaggio, niente è definitivo: vita e morte, morte e vita: ciò che prima era vita diventa morte e ciò che è morte diventa, poi, vita! E allora il mio augurio è che ognuno di noi possa veramente risorgere, risollevarsi dalle situazioni spiacevoli, liberarsi dalle paure, liberarsi dal male e da tutto ciò che appesantisce la propria vita. Auguro a tutti, che nel vostro cuore, nelle vostre famiglie e nella vostra vita, suonino sempre campane a festa! Buona Pasqua a ciascuno di voi e alle vostre famiglie!

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