V Domenica di Pasqua Anno A – 3 Maggio 2026

Gesù ha detto: “Non siate tristi”! Una delle cause della tristezza è una nascosta paura di qualcosa. Quindi dicendo “Non siate tristi”, Gesù ci vuol dire: ”Non abbiate paura”. Ma nonostante Gesù ci dica: “Non abbiate paura”, tanta gente, anche cristiana, ha paura di tante cose, vive quasi nella paura. Paura della salute, paura di perdere qualcosa, paura di fare brutta figura, paura del futuro, paura di sbagliare, paura di non farcela, paura di rimanere soli… Ma la paura delle paure è la paura della morte. Parecchi, anche cristiani, si chiedono: e cosa c’è dopo la morte? E cosa c’è dopo questa vita? Ed esiste un’altra vita? Esiste forse il nulla? E se dopo la morte c’è un’altra vita, che vita è? È una vita di inferno? È una vita di paradiso? Quanti pensieri che tolgono la gioia di vivere a parecchia gente, anche a tanti cristiani! A queste domande molti pensatori hanno dato la loro risposta, fondandosi non so su che cosa!. C’è chi ha parlato di ritorno nel nulla e c’è chi ha parlato di reincarnazione. Anche Gesù ha parlato! In un momento di grande sconforto e intimità, Gesù confida ai suoi che fra non molto morirà. I discepoli cominciano a rattristarsi e ad aver paura, come giustamente e umanamente avviene tra persone che si vogliono bene. Ma Gesù li invita proprio a non aver paura, a non rattristarsi, e parla loro della vita eterna, della vita dopo la morte, delle cose ultime… E ne parla con una semplicità e con una familiarità mai sentita prima. Gesù parla della vita dopo la morte come di una realtà totalmente evidente, normale, assolutamente certa. Egli parla come uno che viene di là, che l’ha vista, che l’ha vissuta, che l’ha sperimentata…, e ce la descrive. E che dice Gesù sulla vita dopo la morte? A differenza delle complicate e infondate opinioni di altri, che neanche sanno quello che dicono, Gesù parla per esperienza personale. Parla di “casa”, di “casa di suo Padre”, abitata da esseri celesti di ogni tipo, dove tutto è canto, festa, musica, luce, banchetti, lode e amore. Gesù viene da quella “casa”, la conosce bene, la conosce da sempre. È la sua “casa”, la conosce come noi conosciamo la nostra casa, e ce ne parla con semplicità, come di una realtà evidente, chiara, vera, più vera del sole e dell’aria che respiriamo. Ci racconta che in quella sua casa ci sono molti posti. È una casa grande, molto grande. E Gesù ci precede in cielo per prepararci un posto in quella casa. E poi conclude invitando a non avere assolutamente paura. Dice che il problema della vita dopo la morte non è un argomento da affrontare con ansia o con terrore o con paura. E ci spiega anche come si fa a non aver paura. Per non aver paura, basta fidarsi di Lui, di quello che dice, basta aver fede, basta cercare Dio e credere in Lui. Ecco! Un po’ più di fede in queste cose, un po’ più di fede in quello che ci dice Gesù, rende la nostra vita più serena, meno impastata di paura. Quel poco di fede in più, infatti, è il vaccino contro la paura, contro ogni paura. Se abbiamo un po’ più di fede, qualsiasi cosa accada nella nostra vita, gioiosa o triste, noi la viviamo senza dare eccessivo peso o importanza, pensando che, tutto sommato, siamo in viaggio, in viaggio verso la casa del Padre. E allora, “non si spaventi il vostro cuore”, conclude Gesù. E concludo anch’io: non facciamoci prendere dalla paura. Gesù dopo averci accompagnato durante questa vita (e Lui è il nostro compagno di viaggio, anche se non ce ne accorgiamo; anche se spesso non lo calcoliamo), ci aspetterà sull’altra riva dove continueremo a stare sempre insieme, questa volta faccia a faccia, vivendo più profondamente quei legami d’amore che abbiamo già cominciato a vivere su questa terra. Bello, no?

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