VI Domenica di Pasqua Anno A – 10 Maggio 2026

Gesù, quando parla, è molto pratico: dice pane al pane e vino al vino. Non è come un politico che dopo un discorso di un’ora, non ti ha fatto capire niente, perché non ha detto niente. Gesù è chiaro. Egli dice: Tu, mio discepolo, dici che mi porti nel cuore? Tu dici che mi ami? Bene! Non c’è dubbio! Ma oltre le parole, qual è la prova pratica che mi ami? Qual è la tua prova d’amore? “Se mi ami, OSSERVA i miei comandamenti!”. Gesù parla di comandamenti al plurale, ma sappiamo che Gesù “comanda” una sola cosa: AMARE. “Amate”, dice Gesù! Questa è la prova d’amore verso di me! Amatevi tra di voi, cristiani, amatevi tra di voi che andate a Messa e amate anche gli altri. Nella nostra religione cristiana rivelata, l’amore è tutto. Nella nostra religione cristiana rivelata non sono importanti soltanto le pratiche religiose, le preghiere rivolte a Dio, le richieste, le penitenze, i sacrifici, i pellegrinaggi, no! È importante soprattutto l’amore, quello vero, sincero, disinteressato, verso Dio, tra di noi, e verso il prossimo. Nel cristianesimo l’amore è tutto. Nella nostra religione cristiana rivelata, tutte le altre pratiche religiose sono certamente belle, valide, utili. Ma solo se ci portano ad amare Dio un po’ di più, se ci portano ad amarci tra di noi e ad amare gli altri un po’ di più. È finito il tempo in cui la religione si viveva solo andando in chiesa. È finito il tempo in cui una persona era religiosa o praticante solo se andava in chiesa. Oggi non basta più. Oggi le persone sono religiose, cristiane, praticanti, se vanno in chiesa, e se si amano tra di loro e vivono il loro amore reciproco in casa, in famiglia, tra i parenti, tra gli amici, nei luoghi del divertimento e sul posto di lavoro. L’amore verso Gesù non si esprime diversamente. L’amore verso Gesù si esprime dimostrando a tutti che è possibile vivere in modo nuovo, in modo alternativo, in modo diverso da come vive il mondo. E il modo nuovo, alternativo, diverso, è solo una vita d’amore. Tutta la vita, nella nostra religione cristiana rivelata, è una questione di cuore. È una cosa facile? Sì e no. Non è tanto facile! Non è stato tanto facile neppure ai tempi di Gesù. Infatti, il suo messaggio ad amare, è stato rifiutato. Gesù non è stato accolto, è stato messo a tacere. La sua grande novità, la sua proposta ad amare, offerta all’umanità, è stata bocciata. La sua vita, spesa ad amare tutti, giusti e peccatori, buoni e cattivi, persone per bene e persone di malaffare, non è stata capita, è stata respinta. E perché? Perché il suo messaggio richiedeva conversione, richiedeva rinuncia. Rinuncia non tanto a delle cose, ma ad un modo di pensare e di vivere. E rinunciare alle idee o alle abitudini che si avevano da anni non era facile. Così come anche oggi! Oggi le cose non sono cambiate granché. Anche il mondo di oggi è ostile a Gesù e al suo messaggio di amore. Gran parte del mondo di oggi, infatti, è ancora molto individualista, molto indifferente agli altri, molto impegnato alla ricerca del tornaconto personale, molto attaccato alle proprie cose materiali. Mentre il messaggio di Gesù è un messaggio di responsabilità che mette al centro l’altro. Il messaggio di Gesù è un messaggio che evita assolutamente giudizi duri o condanne verso persone che hanno gusti o idee diverse dalle nostre o che magari hanno fatto scelte di vita che noi non condividiamo o che non accettiamo, o che magari sono anche contro il Vangelo. L’amore ci dice che non tocca a noi giudicare, né arrabbiarci o litigare con chi non la pensa o non vive come noi. Il che non vuol dire accettare le idee e i comportamenti degli altri. L’amore ci dice di seminare il bene e poi avere pazienza, tanta pazienza, proprio come fa Dio con gli uomini. A noi tocca solo amare, Dio e gli altri. Prima di tutto viene l’amore, al quale segue il rispetto, l’aiuto e il consiglio, ma mai il giudizio e la condanna. Se ci amiamo davvero tra di noi, come ci invita Gesù, vedremo, che amare (Dio e anche gli altri) è possibile ed è anche facile!

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