Domenica di Pentecoste Anno A – 24 Maggio 2026

La prima parola che Gesù disse, dopo la sua passione, morte e risurrezione, indovinate quale fu? L’avete sentita nel Vangelo di poco fa: fu la parola: “PACE”! E che c’è di tanto importante, può dire qualcuno?! C’è! Anzi, tutto è importante! Immaginate un po’: quest’uomo é calunniato, preso in giro, ridicolizzato, offeso, rinnegato, tradito, flagellato, condannato, inchiodato su una croce, ucciso senza nessuna pietà, senza nessun aiuto da parte di nessuno, è massacrato senza nessuna colpa…, e la prima parola che dice è “pace a voi”. Ma qui c’è qualcosa di nuovo, di assolutamente nuovo, che deve far riflettere tutte le persone di buona volontà: chi crede e chi non crede, il cristiano, il musulmano, il buddista e anche l’ateo! A questa umanità, alla stessa umanità che ha urlato: “uccidilo”, “crocifiggilo”, “tóglilo di mezzo”, Gesù dice: “Pace a voi…”! Niente vendetta, niente odio, niente maledizione per nessuno! “Vi dò la mia pace”. Ma questo è straordinario! Questo è vero progresso! Questa è civiltà! La vita cambia tutta, cambia completamente: la rabbia se ne va, la tensione scompare, il male ricevuto viene dimenticato, l’aggressività si scioglie…; e avanza, dentro di noi, la voglia di vivere, la voglia di abbracciare tutti, la voglia di essere tolleranti, pazienti, misericordiosi, sorridenti verso tutti, anche verso chi ci fa del male, la voglia di minimizzare le offese, i torti, le calunnie, tutto! La voglia di essere onesti, limpidi, giusti. La voglia di lottare per migliorarsi e per esprimere sempre il lato migliore di sé! “Pace a voi”. La pace che viene da Gesù Cristo, non la si può ottenere con le marce (le cosiddette “marce della pace”); non la si può ottenere con gli accordi politici; non la si si può ottenere con i condoni fiscali o azzerando i debiti pubblici. La nostra società, per quanto progressista e moderna, non è capace di dare la pace al popolo, all’umanità e neppure ai singoli cittadini. Non si può portare la pace dentro i cannoni di un carro armato, né la si può portare nelle bombe di un aereo da bombardamento. Le leggi che uccidono o calpestano la vita e la dignità umana, come l’aborto e l’eutanasia, non portano la pace. Le ingiustizie, gli sfruttamenti e le discriminazioni che si nascondono nel mondo del lavoro non portano la pace. Nel nostro mondo umano, nel nostro linguaggio umano siamo abituati a pensare e a dire che la pace è il contrario della guerra e quindi dove non c’è guerra, c’è pace. Non è così? Non è affatto così! Se così fosse, perché allora, anche dove non ci sono guerre, tanta gente non ha pace? Perché tanta gente è disperata, è agitata, è tormentata, in una parola, “non ha pace”, anche nei paesi dove c’è benessere e ricchezza, senza ombra di povertà? La verità è che nessuno e niente può dare ciò che non ha. Il mondo, il benessere, la ricchezza, il progresso, il successo, non può darci la pace, semplicemente perché non ce l’hanno! E perché? Perché è Gesù la Pace. Lui ce l’ha e la può donare! E come la dona? Quando la dona? Gesù ha legato la pace al perdono! L’uomo avrà pace se umilmente saprà chiedere perdono a Dio e saprà offrire perdono alle persone. Tutto qua sta la festa di oggi, grande festa della Pentecoste, la seconda grande festa cristiana dopo la Santa Pasqua, festa della Risurrezione di Gesù. In questa grande festa della Pentecoste noi riceviamo lo Spirito Santo, il quale Spirito Santo porta a noi il perdono del Padre, e agli altri, il perdono nostro! Senza questo perdono, ricevuto e donato, non c’è pace nella società, e neppure nelle famiglie, e neppure nella nostra vita individuale, e neppure nella nostra Comunità. La Pentecoste è una proposta di pace. E non ammette discussione! È una proposta di pace senza condizioni! Prendere o lasciare! Accettare o rifiutare! Chi l’accetta ha la pace e vive in pace, chi non l’accetta, non ha la pace, non vive in pace e continuerà ancora a cercarla, inutilmente, perché non la troverà mai, finché non troverà Gesù Cristo e non Lo accetterà.

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