Perché tanta ostilità da parte del Vaticano contro il titolo di “Corredentrice” del genere umano, nei riguardi di Maria Santissima, Madre di Dio e Madre nostra?
La parola “Correndentrice” è composta da: “co-” (in latino è «cum», che non significa «uguale a» ma «con») e “Redentrice” = colei che redime (salva). Nel linguaggio cattolico, il titolo indica che Maria ha collaborato in modo unico e speciale all’opera salvifica di Gesù Cristo, pur non essendo lei la fonte della salvezza. La dottrina cattolica, infatti, afferma che: Gesù è l’unico Redentore e che Maria non salva al posto di Cristo, ma coopera in dipendenza e subordinazione a Cristo La sua “corredenzione” consisterebbe: 1) soprattutto nel suo “sì” (fiat) detto al progetto di Dio, attraverso l’Angelo Gabriele, nell’Annunciazione; 2) nell’aver dato a Cristo la natura umana; 3) nella sua unione al sacrificio del Figlio sotto la Croce. Questo, tutti i cattolici lo sanno. Il Vaticano, invece, attraverso il Dicastero per la dottrina della fede, nel suo nuovo documento “Mater populi fidelis” (“Madre del popolo fedele”), ha ritenuto opportuno eliminare dal vocabolario cattolico uno dei titoli mariani più belli e venerabili della nostra tradizione: Maria “corredentrice” del genere umano. Con fredda precisione burocratica, il paragrafo 22 del documento, elimina il titolo come “inappropriato”, sostenendo che “rischia di oscurare l’unica mediazione salvifica di Cristo”. Ma la cooperazione di Maria nella Redenzione è una dottrina antichissima, come testimoniano i Padri. Sant’Ireneo insegnava che «il nodo della disobbedienza di Eva fu sciolto dall’obbedienza di Maria» e Sant’Efrem la chiamava «il riscatto dei prigionieri». Fin dall’inizio della Chiesa, l’obbedienza della Vergine a Dio è stata vista come la fine della ribellione di Eva e l’inizio della restaurazione dell’umanità. Oggi, in Vaticano, certi monsignori, con il silenzio inspiegabile del Papa, stanno eliminando tante veritá della dottrina cattolica e tanti titoli mariani per “evitare la confusione”, dicono (come se i cattolici fossero tutti stupidi e ignoranti) o anche per “ragioni ecumeniche”, ossia per non scontantare i protestanti. Per oltre cinque secoli la Chiesa ha glorificato Maria come corredentrice, non come rivale di Cristo, ma come sua compagna prescelta nella sofferenza. Il termine è nato spontaneamente nella Chiesa fin dalle origini. I santi e i papi hanno visto con istinto soprannaturale che il “sí di Maria, detto a Dio, attraverso l’Angelo Gabriele non era qualcosa di secondario nella Redenzione, ma la risposta generosa, umana alla volontá di Dio: “Avvenga di me secondo la tua parola”. Tutti i santi, dopo il 1200, hanno cantato, lo “Stabat Mater dolorosa”, l’inno in onore della Corredentrice stessa. Inoltre, tutti i Papi del secolo scorso hanno espresso chiaramente questa veritá: Maria è “Corredentrice” del genere umano. Il termine Corredentrice compare per la prima volta in una dichiarazione ufficiale durante il pontificato di papa san Pio X. Egli nella sua enciclica “Ad diem illum laetissimum” (2 febbraio 1904), insegnava: «La Vergine non ha concepito il Figlio di Dio soltanto perché ricevendo da Lei natura umana divenisse uomo; ma anche affinché diventasse il Salvatore degli uomini appunto per mezzo di quella natura che aveva ricevuto da Lei. E continuava: «Poiché Maria supera tutti nella santità e nell’unione con Gesù Cristo, è stata associata da Gesù Cristo nell’opera di redenzione. Nel 1908, poi, la Congregazione dei riti del Vaticano chiese di aumentare la devozione alla Madre Addolorata e di intensificare la gratitudine dei fedeli verso la «misericordiosa Corredentrice del genere umano». E il 22 gennaio 1914, la sacra Congregazione del Sant’Uffizio (oggi Dicastero per la dottrina della fede) concesse un’indulgenza di cento giorni per la recita di una preghiera di riparazione alla Madonna, così formulata: «Benedico il tuo santo Nome, lodo il tuo privilegio eccelso di essere veramente Madre di Dio, sempre Vergine, concepita senza macchia di peccato, Corredentrice del genere umano». Papa Benedetto XV, nell’”Inter sodalicia” (22 marzo 1918), scrisse: «Maria soffrì a tal punto e morì quasi con il Figlio sofferente e morente; rinunciò a tal punto ai suoi diritti materni sul Figlio per la salvezza dell’uomo che possiamo giustamente dire che ha redento il genere umano insieme a Cristo». Papa Pio XI, nel suo messaggio a Lourdes del 28 aprile 1935, pregò: «O Madre di pietà e misericordia, che come Corredentrice hai assistito il tuo dolcissimo Figlio soffrendo con Lui quando ha consumato la redenzione del genere umano sull’altare della Croce conserva in noi, ti preghiamo, giorno dopo giorno, i preziosi frutti della Redenzione e della tua compassione». Papa Pio XII, nel suo messaggio radiofonico a Fatima il 13 maggio 1946, dichiarò: «Fu lei che, come Nuova Eva, libera da ogni macchia di peccato originale o personale, sempre intimamente unita al Figlio, lo offrì al Padre Eterno insieme all’olocausto dei suoi diritti materni e del suo amore materno, per tutti i figli di Adamo, contaminati dalla sua miserabile caduta». Il 31 marzo 1985, domenica delle palme e Giornata mondiale della gioventù, papa san Giovanni Paolo II parlò dell’immersione di Maria nel mistero della Passione di Cristo: «Maria accompagnò il suo divino Figlio nel più discreto nascondimento, meditando tutto nel profondo del suo cuore. Sul Calvario, ai piedi della Croce, nella vastità e nella profondità del suo sacrificio materno, aveva accanto a sé Giovanni, il più giovane degli Apostoli. Possa Maria, nostra Protettrice, la Corredentrice alla quale offriamo la nostra preghiera con grande effusione, far sì che il nostro desiderio corrisponda generosamente al desiderio del Redentore». Ancora papa san Giovanni Paolo II, parlando di santa Brigida di Svezia, il 6 ottobre 1991 affermò: «Ha parlato con vigore del privilegio divino dell’Immacolata Concezione di Maria. Ha contemplato la sua straordinaria missione di Madre del Salvatore. L’ha invocata come Immacolata Concezione, Madonna Addolorata e Corredentrice, esaltando il ruolo singolare di Maria nella storia della salvezza e nella vita del popolo cristiano». Eppure l’autore della “Mater populi fidelis”, cioé il cardinale Víctor Manuel, con il silenzio del Papa, vorrebbe farci credere che questo titolo dovrebbe essere scartato, perché richiederebbe numerose e continue spiegazioni. Secondo l’autore del documento, qualsiasi espressione che richieda “numerose e continue spiegazioni” dovrebbe essere scartata, poiché “non serve alla fede del popolo di Dio”. Ma questo discorso non vale niente, perché, se fosse vero, dovremmo scartare metà delle veritá che noi professiamo nel Credo. Quale dottrina, infatti, attraverso le sue espressioni, non ha bisogno di spiegazioni? La Trinità sfida ogni comprensione umana; l’Incarnazione supera ogni ragionamento umano; l’Eucaristia esige la precisione del pensiero umano per esprimere ciò che le parole non possono contenere. Eppure questi misteri sono il cuore stesso della Fede! Dovremmo forse abbandonarli perché “richiedono numerose spiegazioni”? Dovremmo forse smettere di insegnare la “transustanziazione” (cioè il pane e il vino che durante la consacrazione diventano il Corpo e il Sangue di Cristo), perché “potrebbe confondere” i fedeli? L’autore del documento, il Card. Fernandez Víctor Manuel, dice, inoltre, che il titolo di “Corredentrice” potrebbe ostacolare il dialogo con i protestanti. In altre parole, questo signor cardinale vuole mettere da parte le verità della Fede, invece di proclamarle con coraggio. La Beata Vergine ha bisogno soltanto di ciò che ha sempre avuto: e cioè il suo legittimo posto ai piedi della Croce, dove ha offerto suo Figlio e sé stessa, per la salvezza del mondo. Rifiutando il titolo di “Corredentrice”, il Vaticano, riduce la Regina dei Martiri a una pura spettatrice sul Calvario, a una semplice “discepola”, come dicono sempre in Vaticano. La Chiesa che un tempo ha incoronato Maria Santissima come “Corredentrice” non può cancellare questa verità, soltanto per non offendere i protestanti. Al Calvario, sotto la Croce, non c’erano i… protestanti. C’era Maria. E lei non rimase lì come una spettatrice confusa. Lei schiacciò la testa del serpente attraverso la sua unione con il Figlio. Nel Vaticano, possono cancellare il suo titolo dai loro documenti, ma non possono cancellare il ruolo di Maria nella Redenzione. La Madre è stata al fianco del Redentore, e nessun atto del Vaticano, ormai “protestantizzato”, con l’entrata e l’omaggio alla statua di Lutero dentro la Basilica di S. Pitero, potrà annullare questo fatto eterno, nemmeno per “prudenza pastorale”, per non scontentare gli altri! Chi poi? I protestanti che non hanno nessuna venerazione per la Madre di Dio!. È profondamente deplorevole che il documento del cardinale Fernández cerchi di sopprimere i venerabili titoli di Corredentrice e Mediatrice con la motivazione che potrebbero confondere i fedeli. La confusione non nasce dalla verità ma dal suo oscuramento. Generazioni di santi e fedeli sono state illuminate, non fuorviate, da questi titoli. Non temiamo di dire la verità: Maria è la Madre di Dio. Maria è Corredentrice. Maria è Mediatrice di tutte le grazie. Queste verità non glorificano Maria separatamente da Cristo ma glorificano Cristo attraverso Maria poiché tutta la grandezza di Maria proviene da Lui e riconduce a Lui. Questo attacco alla dottrina mariana è diabolico. Lo spirito moderno cerca una Chiesa che non offenda più nessuno, non ammonisca più nessuno, non chiami più il peccato con il suo nome. Vuole una Chiesa senza sacrificio, una Croce senza sangue, un Paradiso senza conversione. Questo modo di vedere la Chiesa non è rinnovamento, è distruzione. Molti santi hanno previsto una falsa Chiesa che avrebbe imitato la vera Chiesa, svuotandola, peró, dall’interno. Questa imitazione della Chiesa avrebbe mantenuto la forma esteriore – liturgia, gerarchia, linguaggio – ma l’avrebbe svuotata del suo contenuto soprannaturale. Quando la Madre viene messa a tacere, la Croce segue presto; quando la grazia viene sostituita dalla psicologia, i sacramenti diventano simboli e la fede diventa terapia. Ecco perché il sogno di san Giovanni Bosco delle due colonne risuona oggi con tanta urgenza. Egli vide la barca di Pietro sbattuta dalle tempeste, assalita da ogni parte, finché non fu ancorata tra due grandi colonne che si ergevano dal mare: l’Eucaristia e la Beata Vergine Maria. L’attuale tentativo di sminuire i titoli di Maria è un assalto a una colonna e possiamo essere certi che l’altra colonna sarà presto attaccata con più ferocia. Già vediamo confusione sulla Presenza Reale di Gesú nell’Eucarestia, indifferenza verso il sacrilegio e innovazioni che oscurano la natura sacrificale della S. Messa. Colpire Maria significa colpire l’Eucaristia, poiché entrambe sono indissolubilmente unite nel mistero dell’Incarnazione. Lei ha dato a Cristo il suo Corpo; quel Corpo diventa il nostro cibo eterno. Negare il suo ruolo di Corredentrice e Mediatrice significa separare il Cristo dal cuore materno che lo ha dato. Pertanto, dobbiamo rimanere fermi nella fede. Non restiamo in silenzio quando la verità viene smantellata con il pretesto della prudenza. I fedeli hanno il diritto – e il dovere – di parlare il linguaggio della fede tramandato dai santi. Chiamare Maria Corredentrice e Mediatrice di tutte le grazie non significa aggiungere qualcosa alla rivelazione ma onorare ciò che la rivelazione già contiene. Che i sacerdoti, i religiosi e i laici pronuncino i suoi titoli con fiducia e ne insegnino il significato. Che le nostre case, i nostri apostolati e i nostri dolori siano consacrati nuovamente al suo Cuore Immacolato. In tempi in cui i pastori vacillano e la confusione si diffonde, la Madonna rimane il segno sicuro dell’ortodossia, lo specchio della Chiesa, colei che schiaccia la testa del serpente. A lei affidiamo il rinnovamento della fede, la purificazione del clero e il trionfo del suo Cuore Immacolato promesso a Fatima. È profondamente deplorevole che il documento del cardinale Fernández cerchi di sopprimere i venerabili titoli di Corredentrice e Mediatrice con la motivazione che potrebbero confondere i fedeli. La confusione non nasce dalla verità ma dal suo oscuramento. Generazioni di santi e fedeli sono state illuminate, non fuorviate, da questi titoli. Non abbiamo paura di dire la verità: Maria è la Madre di Dio. Maria è Corredentrice. Maria è Mediatrice di tutte le grazie. Queste verità non glorificano Maria separatamente da Cristo ma glotificano Cristo attraverso Maria poiché tutta la sua grandezza proviene da Lui e riconduce a Lui. Possa la Vergine Immacolata intercedere per la Chiesa in questo momento di prova. Possa lei ottenere per noi il coraggio di dire la verità e di viverla con amore, e possa ottenere per noi anche la perseveranza di difenderla fino alla fine.
Fonte: Vescovo, Mons. Joseph E. Strickland, nel blog di Aldo Maria Valli, “Duc in altum” 27 Novembre 2025
