X Domenica T.O. Anno A – 7 Giugno 2026

I farisei, non avendo il coraggio di rivolgersi direttamente a Gesù, rivolgono una domanda, ai suoi discepoli, per farla sentire a Gesù stesso. La domanda è questa: “Perché il Maestro mangia con i peccatori?”. A parte il fatto che Gesù non mangiava soltanto con i peccatori, ma con tutti, anche con i farisei quando veniva invitato, viene spontaneo rispondere! E con chi avrebbe dovuto mangiare, allora? Avrebbe dovuto mangiare con i buoni? Cioè con i buoni… per il potere? Con quelli di…buona famiglia? Con coloro che sono buoni… a comandare? Con coloro che sono… buoni ad imbrogliare chi non si sa difendere? Con coloro che sono… buoni a sfruttare i poveri? Con chi avrebbe dovuto mangiare Gesù? Con i santi, con i giusti? E dov’erano? E chi erano? Erano loro, i farisei? Erano i sacerdoti del Tempio di Gerusalemme, erano i capi e i dirigenti del popolo? Gesù con chi avrebbe dovuto condividere la sua vita? A chi avrebbe dovuto rivolgere il suo annuncio di salvezza, la sua potente salvezza, il suo sorriso? A coloro che si ritenevano sani, santi, giusti, infallibili, incorreggibili? Ma quelli che, pur essendo peccatori come gli altri, si ritengono perfetti e non vogliono cambiare, si sono già dannati l’anima da soli. Ritorniamo, però, alla domanda dei farisei: “Perché il vostro Maestro mangia con i peccatori?”. Gesù, che ha sentito, risponde subito e direttamente a loro, un po’ ironicamente: “Io non sono venuto per i sani, ma per i malati”. A questo punto ci intromettiamo anche noi nella discussione e chiediamo a Gesù: “Maestro, chi sono i sani e chi sono i malati?” Gesù risponderebbe: “I sani, (cioè, ironicamente, coloro che si ritengono sani) sono coloro che posseggono un “io”, un “ego” (da cui “egoismo”), unito all’orgoglio e alla superbia, al quale sono molto attaccati. Tutto gira e deve girare attorno al loro “io”. Insomma i cosiddetti “sani” sono quelli che si ritengono di essere sempre nel giusto, quelli che si ritengono sempre di aver ragione, quelli che hanno sempre sulle labbra “io” “io” “io”, “mio” “mio” “mio”. I “sani” sono quelli che si ritengono di non aver bisogno di cambiare, di non aver bisogno di conversione. “Così sono e basta!”, dicono. I malati, invece, sono coloro che hanno anch’essi un “io”, un “ego” (cioè un “egoismo) unito all’orgoglio e alla superbia”, lo sanno che è un male e vogliono essere liberati”. In pratica, secondo Gesù, tutti gli uomini sono peccatori, tutti hanno nel loro DNA la malattia dell’egoismo, dell’orgoglio e della superbia (come conseguenza del peccato originale): alcuni uomini lo riconoscono umilmente e vogliono guarire. E questi sono i malati! Altri uomini, invece, non lo riconoscono, anzi lo giustificano e se ne vantano, e non vogliono essere guariti, ritenendo di avere ragione e di essere nel giusto. E questi sono i sani. Gesù è chiaro. Dice: “Io non sono venuto a togliere la libertà a nessuno. Io non sono venuto per fare degli uomini dei robot o degli uomini artificiali; io non sono venuto per coloro che non vogliono essere liberati dalle forze del male”. Gesù è il medico in assoluto, il piú potente e il più preparato contro le patologie dell’ ”ego”, cioè contro i comportamenti disastrosi dell’egoismo, dell’orgoglio e della superbia umana. Non c’è cura al mondo, piú potente della sua cura. E la offre a tutti. C’è chi la prende e c’è chi non la vuole, pretendendo di non averne bisogno. E qual è questa cura? “Misericordia io voglio”. La parola “Misericordia” è una parola che deriva dal latino e vuol dire “avere un cuore verso i miseri”. Meraviglioso, questo Gesù! Per Gesù è il cuore quello che conta, non le apparenze, e neppure i risultati! Gesù guarda il cuore desideroso di voler vincere il proprio egoismo, il proprio orgoglio e la propria superbia e di voler crescere nell’amore, nonostante gli errori. Gesù guarda al desiderio sincero di volersi migliorare, di trattare meglio le persone che amiamo e anche quelle che non amiamo e da cui a volte, riceviamo del male. Di questo si accontenta Gesù. Gesù non esclude, non esclude nessuno. Ma non può farci niente con coloro che si auto-escludono, cioè che si escludono da soli! Gesù ama. E chi ama, non tiene mai il muso. Gesù perdona, sempre. E chi perdona non è arrabbiato con nessuno. “Va’, e fai anche tu lo stesso”, dice oggi Gesù, a ciascuno di noi.

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