Discorso di Gesù ai Discepoli, presso l’orto della casa di Nazareth
Gesù istruisce ancora i suoi, che ha portato all’ombra di un enorme noce. La giornata è burrascosa, prossima ad un temporale, e forse per questo Gesù non si è allontanato molto dalla casa. Gesù dice:
“Fate il bene e datelo al Signore eterno. Oh! Se è bene per voi, Lui saprà farlo conoscere anche agli uomini. Se invece questo di farlo conoscere agli uomini, vi renderebbe superbi e orgogliosi, allora il Padre lo tiene segreto, riservandosi di rendere gloria a voi in Cielo di fronte a tutta la Corte celeste. E chi vede qualcosa, mai giudicare dalle apparenze. Non accusate mai, perché le azioni degli uomini possono avere certe volte brutti aspetti esteriori e nascondere, invece, altri motivi. Un padre, ad esempio, può dire al figlio ozioso e ubriacone: “Vattene”, e ciò può parere durezza e negazione del dovere di un padre. Ma non sempre lo è. Il suo “vattene” è accompagnato da un pianto nascosto, molto amaro, più del padre che del figlio, ed è accompagnato dal desiderio: “Tornerai quando sarai pentito del tuo ozio”. E questo comportamento del padre verso il figlio fannullone e sprecone, è anche un gesto di giustizia verso gli altri figli, perché impedisce che un vizioso fannullone consumi in vizi ciò che è degli altri, oltre che suo. È invece un male, se quella parola “vattene”, viene detta da un padre colpevole, verso Dio o verso il figlio, perché nel suo egoismo si giudica superiore a Dio e pensa di aver diritto anche sullo spirito del figlio. No. Lo spirito è di Dio e neppur Dio violenta la libertà dello spirito, di donarsi o meno. Per il mondo sembrano uguali tutte le azioni. Ma quanto è diversa l’una dall’altra! La prima è giustizia, la seconda è arbitrio colpevole. Perciò non giudicate mai nessuno. Ieri Pietro ha detto a Giuda, disprezzandolo: “Che maestro hai avuto?”. Non lo dica più. Nessuno accusi gli altri di quanto vede in uno o in lui. I maestri hanno una stessa parola per tutti gli alunni. Perché allora dieci alunni diventano giusti e dieci diventano malvagi? Il fatto è che ognuno aggiunge di suo ciò che ha nel cuore, e questo lo orienta verso il bene o verso il male. Come può allora il maestro essere accusato di aver male insegnato, se il bene da lui insegnato viene annullato dal troppo male che c’è nel cuore di un suo alunno? Il primo successo è in voi. Il maestro lavora il vostro io. Ma se voi non volete migliorare, che può fare il maestro? Che sono Io? In verità vi dico che non vi sarà maestro più sapiente, paziente e perfetto di Me. Eppure, ecco, anche di qualcuno dei miei si dirà: “Ma che maestro ebbe?”. Nel giudicare, non vi fate mai condizionare da motivi personali. La Verità è Dio. Tutto vedere in Dio per vedere bene. Non mettere sé o altra cosa al di sopra di Dio. E se proprio uno sbaglia… non siate intransigenti. Lo sbaglio fatto da uno di voi, che tanto vi urta, non lo avete proprio mai fatto voi a qualche altro? Ne siete sicuri? E ammesso che non lo abbiate mai fatto, che vi resta da fare? Ringraziarne Dio e basta. E vigilare. Tanto vigilare. Continuamente. Per non cadere domani in quello che fino ad oggi è stato evitato. Vedete? Oggi il cielo è diventato scuro, perché fra poco ci sarà grandine. E noi, guardando il cielo, abbiamo detto: “Non allontaniamoci da casa”. Ora, se sappiamo giudicare così bene le cose che, per quanto pericolose, sono un nulla rispetto ai pericoli di perdere l’amicizia di Dio col peccare, perché non sappiamo giudicare dove può essere pericolo per l’anima? Attenzione, Satana è in agguato. E solo coloro che vigileranno saranno i vincitori. E gli altri? Per gli altri quel che è scritto, sarà. Ed è scritto che Caino saltò addosso ad Abele e l’uccise. E il Signore disse a Caino: ‘Dove è tuo fratello? Che ne hai fatto? La voce del suo sangue grida a Me. Or dunque sarai maledetto sopra la terra, che ha conosciuto il sapore del sangue umano per mano di un fratello che ha ucciso il fratello suo, né più cesserà sulla terra questa terribile fame di sangue umano. E la terra, avvelenata da questo sangue, ti sarà sterile. E tu fuggirai cercando pace e pane. E non li troverai. Il tuo rimorso ti farà vedere sangue su ogni fiore ed erba, su ogni acqua e cibo. Il cielo ti parrà sangue e sangue il mare, e dal cielo e dalla terra e dal mare ti verranno tre voci: quella di Dio, quella dell’Innocente, quella del Demonio. E, per non udirle, ti darai la morte’. E anche se la Genesi non dice questo, lo dico io. Ed io non sbaglio; io lo dico per i nuovi Caini che uccideranno i nuovi Abeli. Per coloro che, per non vigilare su se stessi e stare in guardia dal Nemico, diventeranno tutt’uno con lui.
Ricordatelo: i figli delle tenebre inutilmente saranno stati a contatto con la Luce. Sentite il temporale? Pare che Satana abbia ascoltato e stia urlando. Andiamo, prima che le nuvole si trasformino in fulmini e grandine».
E scendono di corsa, saltando nell’orto di Maria, mentre la tempesta scoppia con fragore.
