Perché i matrimoni, anche quelli fatti in chiesa, oggi più di ieri, falliscono?
Perché oggi molti fedeli non leggono la Bibbia, vivono la vita religiosa superficialmente e non pongono Dio al primo posto. Quasi nessuno si sposa più in Chiesa; molti convivono o scelgono il matrimonio civile, e quando si sposano in Chiesa spesso lo fanno senza vera preparazione e senza fede matura. Di conseguenza, quando sorgono difficoltà, alcuni scelgono il divorzio o si risposano civilmente senza problemi, o addirittura si uniscono a divorziati-risposati. Questi comportamenti non sono segni di una fede vera e convinta, ma manifestano debolezza morale e spirituale. C’è un rimedio a questa situazione? Certamente! II rimedio più importante sta nel prendere sul serio l’anima, Gesù Cristo, la fede in Lui, i suoi insegnamenti, l’educazione cristiana, fin da piccoli. La Chiesa deve trasmettere la fede, non solo le proibizioni, insegnando a leggere la Bibbia, a vivere secondo il Vangelo e a mettere Dio al primo posto. Solo così i futuri sposi possono capire che il matrimonio è una chiamata da Dio a realizzare un Suo progetto, è un cammino di vita fatto insieme e non una formalità legale. La preparazione dei fidanzati deve formare la coscienza, il cuore e la capacità di affrontare insieme le difficoltà, perdonare e vivere la vita matrimoniale come vera santificazione reciproca. In questo senso, il matrimonio è un patto d’amore reciproco che accoglie i difetti e permette di crescere insieme nella grazia di Dio. Il matrimonio ridotto a contratto umano guarda soltanto alla attrazione iniziale, e quando questa comincia ad attenuarsi o a scomparire, rendendo la vita monotona e senza mordente sessuale, allora cominciano a comparire imperfezioni, difetti e disparità di vedute, e si comincia ad ignorare il perdono e la misericordia. E dire che in un matrimonio serio e maturo, anche i figli ne beneficiano! In un matrimonio fondato sulla fede, sulla grazia e sul perdono, i figli crescono in un ambiente di amore sincero e vero! In matrimoni fragili o ridotti a formalità, invece, i figli soffrono più profondamente! E per concludere, la vera prevenzione dei divorzi, delle convivenze-prova, più o meno momentanee e delle seconde nozze tra divorziati o con divorziati, sta nella formazione alla fede, alla grazia e alla vita secondo il Vangelo. Solo con Dio al primo posto, con il cuore disposto al perdono e alla crescita, il matrimonio può essere stabile, santo e testimonianza concreta di amore autentico, anche di fronte ai difetti, alle difficoltà e alle prove della vita coniugale. Solo così esso può offrire ai figli un ambiente sano e ricco di amore vero.
