Mercoledí delle ceneri Anno A – 22 Febbraio 2023

Dal vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli. Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando pregate, non siate simili agli ípocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando in piedi, per essere visti dalla gente.
In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profumati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Con il Mercoledí delle Ceneri, inizia la Quaresima. Sono tutte feste che esistono oggi, ma non c’erano all’inizio della storia cristiana. Sentite un po’ di storia e come sono nate queste feste.
Dopo la crocifissione e morte di Gesú, il venerdí, sembrava tutto finito. Invece tutto cominciava. Infatti, dice il vangelo: “Passato il sabato, all’alba del nuovo giorno della settimana…”, Gesú risorge e si manifesta. I suoi seguaci, pochi all’inizio, scelsero allora di celebrare la loro festa della risurrezione di Gesú, ogni settimana, ma non il sabato, come facevano gli ebrei (che si riunivano ogni sabato nelle sinagoghe, per conto loro), ma il giorno seguente, proprio il giorno in cui Gesú era risorto, in quello che i romani chiamavano il “giorno del Sole”. Alcuni mesi dopo, peró i cristiani danno un nuovo nome a questo giorno e lo hanno chiamato il “Giorno della risurrezione del Signore” e piú tardi lo semplificarono in “Giorno del Signore”, che in latino si diceva “Dominica” e in italiano “Domenica”,  E in questo giorno, ogni settimana, ricordandosi delle parole: “Fate questo in memoria di Me”, parole che Gesú aveva detto nell’Ultima Cena, dopo aver cambiato il pane e il vino nel suo corpo e nel suo sangue e averlo spezzato e dato ai suoi apostoli, ricordandosi di tutto questo, anch’essi si riunivano per “spezzare il pane” cioè celebrare la Santa Messa in memoria di Gesú. All’inizio, quindi non c’era né la festa di Natale, né le feste della Madonna, né alcun’altra festa. C’era solo la celebrazione settimanale della Risurrezione del Signore. Venti, trent’anni dopo, i primi cristiani sentirono il bisogno di dedicare un giorno particolare ogni anno, per commemorare l’avvenimento centrale della fede: la Risurrezione del Signore. Nacque cosí la prima delle feste Cristiane: La Pasqua, considerata la domenica delle domeniche, la Festa delle feste. Era come la regina di tutte le feste, di tutte le domeniche, di tutti i giorni dell’anno. Piano piano, poi, i cristiani hanno pensato che questa festa di Pasqua andava preparata: all’inizio la preparazione era di due giorni: il venerdí (giorno della morte di Cristo) e il Sabato, (giorno in cui rimase nel sepolcro). Questi 2 giorni erano dedicati alla preghiera, alla riflessione e al digiuno in segno di lutto per la morte di Cristo. Poi, piano piano questo periodo di preparazione alla Pasqua, nel 200, divenne una settimana (di qui la settimana santa), poi si passó a 3 settimane e nel 300 si arrivó ai 40 giorni “Quaresima” (in ricordo dei 40 giorni passati da Gesú nel deserto, prima di iniziare la sua missione pubblica). Nel 325 nel grande Concilio di Nicea, si parla giá di “Quaresima” come di una istituzione conosciuta da tutti i cristiani e diffusa dappertutto nel mondo cristiano. Che fare in Quaresima? La quaresima è un tempo di preparazione alla S. Pasqua ed è 1) un periodo di preghiera: la preghiera peró non si deve ridurre a una monotona ripetizione di formule giá scritte o ad una richiesta di grazie. No! La preghiera deve essere lode e ringraziamento a Dio per la vita che ci dá e soprattutto per i peccati che ci perdona giorno per giorno. La preghiera deve essere quella di Gesú nel “Padre Nostro”: che si faccia la volontá di Dio e che possiamo ottenere il dono della salvezza eterna. 2) un periodo di lotta contro il peccato e contro ogni male e un periodo di semina del bene. Il male non si vince combattendolo, ma seminando il bene. 3) un periodo di digiuno e di penitenza.
Il cristiano non deve pensare soltanto a se stesso e al proprio tornaconto, ma deve pensare anche al bene e ai bisogni del fratello. È un periodo in cui bisogna far digiunare anche i propri vizi, per esempio superando il vizio della pigrizia che ci spinge ad allontanarci da Dio con tutte le scuse possibili. Il vero digiuno sfocia sempre in gesti di amore e di perdono verso il prossimo. Il digiuno consiste anche nel risparmiare settimana per settimana nelle spese ordinarie e quel risparmio trasformarlo in alimenti per i poveri, cosí dicevano i santi. Questo è il significato dell’offerta che si fa nelle S. Messe domenicali.
Perché la Quaresima inizia con il mercoledí delle ceneri? Questa cerimonia fu eseguita, per la prima volta, verso il 500 dopo Cristo, 1500 anni fa. Essa consisteva nel cospargere la fronte dei fedeli con le ceneri benedette, ricavate bruciando i rami d’olivo dell’anno precedente, formando una croce. All’inizio l’imposizione delle ceneri era riservato soltanto ai peccatori pubblici. Con questo rito delle ceneri iniziava il cammino di penitenza dei fedeli che erano peccatori pubblici, e che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del Giovedì Santo. Poi, in seguito, essendo stata abolita la confessione pubblica e la penitenza pubblica, il rito fu esteso a tutti i fedeli per richiamare alla memoria il comune destino mortale causato dal peccato originale: tornare polvere!  Il mercoledì delle ceneri é previsto: 1) L’obbligo di consumare un unico pasto durante la giornata (ma non è proibito prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera), per i credenti dai 18 ai 60 anni. 2) L’astinenza dalle carni (divieto di mangiare carne) per tutta la giornata, a partire dai 14 anni. Possono essere mangiate uova, latticini e qualsiasi condimento anche di grasso di animale.
3) E poi, naturalmente, la preghiera.

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