SABATO SANTO ANNO A – 08 APRILE 2023

PRIMA LETTURA

Dal  libro della Gènesi  1, 1-2,2

In principio Dio creó il cielo e la terra. Dio disse: „Facciamo l´uomo: sia simile a noi, sia la nostra immagine. Dominerá sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, sugli animali selvatici e su quelli che strisciano al suolo“. Dio creó l´uomo simile a sé. Lo creò a immagine di Dio, maschio e femmina li creó.
Li benedisse con queste parole: “Siate fecondi, diventate numerosi, popolate la terra. Governatela e dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e su tutti gli animali che si muovono sulla terra“.
Dio disse: “Vi dó tutte le piante con il proprio seme, tutti gli alberi da frutta con il proprio seme. Cosí avrete il vostro cibo.
Tutti gli animali selvatici, tutti gli uccelli del cielo e tutti gli altri viventi che si muovono sulla terra mangeranno l´erba tenera“. E cosí avvenne. E Dio vide che tutto quel che aveva fatto era davvero molto bello.                                                         

SECONDA LETTURA

Dal libro della Gènesi 22,1-18

Dio  mise alla prova Abramo. Lo chiamó: „Abramo!“. Egli rispose: „Eccomi!“. Dio gli disse: „Prendi il tuo figlio Isacco, il tuo unico figlio, che tu ami molto, e va´ nel territorio di Moría. Lá, su un monte che io ti indicheró, lo offrirai a me in sacrificio“. La mattina seguente, di buon´ora, Abramo spaccó la legna per il sacrificio e la caricó sull´asino. Quando giunsero al luogo che Dio aveva indicato, Abramo costruí un altare e preparó la legna, poi legó Isacco e lo pose sull´altare sopra la legna; quindi allungó la mano e afferró il coltello per sgozzare suo figlio. Ma l´angelo del Signore lo chiamó dal cielo: „Abramo, Abramo!“. „Eccomi!“, gli rispose Abramo.  E l´angelo: „Non colpire il ragazzo. Non fargli alcun male! Ora ho la prova che tu ubbidisci a Dio, perché non gli hai rifiutato il tuo unico figlio“. Abramo alzó gli occhi, guardó attorno e vide dietro di lui un montone impigliato per le corna in un cespuglio. Andó a prenderlo e lo offrí in sacrificio al posto di suo figlio. Abramo chiamó quel luogo! „Il Signore provvede“, e ancora oggi la gente dice: “Sul monte chiamato, <Il Signore provvede>“. Dal cielo l´angelo del Signore chiamó Abramo per la seconda volta e gli disse: “Cosí parla il Signore: <Poiché ti sei comportato cosí bene, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, giuro su me stesso: io ti benediró in modo straordinario e renderó i tuoi discendenti numerosi come le stelle del cielo, come i granelli di sabbia sulla spiaggia del mare. E per mezzo dei tuoi discendenti benediró tutti i popoli della terra,  perché tu hai ubbidito alla mia parola>“.

TERZA LETTURA

Dal libro dell’Èsodo 14,15-15,1

Il Signore disse a Mosé: „Perché mi chiami in aiuto? Ordina piuttosto agli Israeliti di riprendere il cammino! Prendi in mano il bastone e stendilo sul mare. Cosí aprirai un passaggio nel mare perché gli Israeliti possano camminarvi all´asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, perché li inseguino dentro il mare. Io dimostreró la  mia gloria sconfiggendo il faraone e tutto il suo esercito, i suoi carri da guerra e i suoi cavalieri. Quando avró distrutto carri e cavalieri del faraone, gli Egiziani sapranno che io sono il Signore!“. L´angelo di Dio che precedeva gli Israeliti passó dietro al loro accampamento. Anche la nube che era davanti a loro, passó dietro e si collocó tra l´accampamento degli Egiziani e quello di Israele.
Durante la notte gli uni non poterono avvicinarsi agli altri, perché la nube era oscura da una parte, mentre faceva luce dall´altra. Allora Mosé stese il braccio sul mare. Per tutta la notte il Signore fece soffiare da oriente un vento cosí forte che spinse via l´acqua del mare e lo rese asciutto.
Le acque si divisero e gli Israeliti entrarono nel mare all´asciutto: a destra e a sinistra l´acqua era per loro come un muro. Gli Egiziani li inseguirono: tutti i cavalli del faraone, i carri da guerra e i cavalieri entrarono nel mare dietro a loro. Sul far del mattino, il Signore dalla colonna di fuoco e di nubi gettó lo sguardo sul campo degli Egiziani e li mise in fuga. Frenó le ruote dei loro carri, cosí che a fatica riuscivano a spingerli. Allora gli Egiziani dissero: „Fuggiamo lontano dagli Israeliti perché il Signore combatte con loro contro di noi!“. Il Signore disse a Mosé: „Stendi di nuovo il braccio sul mare: le acque ritornino sui carri da guerra e sui cavalieri egiziani!“. Mosé ubbidí. Sul far del mattino il mare tornó al suo livello normale. Gli Egiziani in fuga gli si diressero contro. Il Signore li travolse cosí nel mare. Le acque ritornarono e sommersero tutti i carri e i cavalieri dell´esercito del faraone che avevano inseguito Israele nel mare: neppure uno si salvó! Invece gli Israeliti avevano camminato all´asciutto in mezzo al mare, mentre le acque a destra e a  sinistra erano per loro come un muro. Cosí quel giorno il Signore salvó Israele dalla minaccia degli Egiziani. Gli Israeliti videro i cadaveri degli Egiziani sulla riva del mare e riconobbero la potenza con cui il Signore era intervenuto contro l´Egitto.
Per questo il popolo fu preso da timore per quel che il Signore aveva fatto ed ebbe fiducia in lui e nel suo servo Mosé.

QUARTA LETTURA

Dal libro del profeta Isaia 54, 5-14

Il tuo creatore sarà il tuo sposo, il suo nome è: Signore dell’universo. Il Santo di Israele ti salverà, il suo nome è: il Dio di tutta la terra. Tu eri come una donna afflitta, abbandonata da suo marito. Ma ora il Signore ti chiama e di nuovo ti dice: „Come si può dimenticare la donna sposata quando si è giovani? Ti ho abbandonata solo un momento, ora, poichè ti amo, ti riprenderò con me. Per la collera ti ho lasciata, ma solo per un momento. Ora ho avuto pietà e sàrò sempre con te; con un amore infinito“. Lo dice il Signore, il tuo liberatore. Come al tempo di Noè, quando ho giurato di non mandare più il diluvio sulla terra, così ora prometto di non adirarmi più. Anche se le montagne cambiano di posto o le colline spariscono, il mio cuore per te non cambierà mai, e la felicità che ti prometto non verrà mai meno“. Lo dice il Signore che ti ama. Dice il Signore: „Infelice Gerusalemme, percossa dalla tempesta, senza nessuno che ti consoli! Io ti ricotruirò dalle fondamenta con pietre preziose. Ti farò torri di rubini, porte di zaffiri e mura di gioielli. I tuoi figli saranno tutti miei discepoli, vivranno in grande prosperità. La giustizia sarà la tua forza. Sarai al riparo dall’oppressione e dal terrore e non avrai niente da temere.

QUINTA LETTURA

Dal libro del profeta Isaia 55, 6-11

Cercate il Signore, ora che si fa trovare. Chiamatelo, adesso che è vicino. Chi è senza fede e senza legge cambi mentalità; chi è perverso rinunzi alla sua malvagità! Tornate tutti al Signore, ed egli avrà pietà di voi! Tornate al nostro Dio che perdona con larghezza! Dice il Signore: “I miei pensieri non sono come i vostri e le mie azioni sono diverse dalle vostre. I miei pensieri e i vostri, il mio modo di agire e il vostro sono distanti tra loro come il cielo è lontano dalla terra. La mia parola è come la pioggia e la neve che cadono dal cielo e non tornano indietro senza avere irrigato la terra e senza averla resa fertile. Fanno germogliare il grano, procurano i semi e il cibo. Così è anche della parola che esce dalla mia bocca: non ritorna a me senza produrre effetto, senza realizzare quel che voglio e senza raggiungere lo scopo per il quale l’ho mandata”.

EPISTOLA          

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai cristiani di Roma 6, 3-11

Carissimi, noi che siamo morti al peccato, come potremmo ancora vivere in esso? Vi siete dimenticati che il nostro battesimo, unendoci a Cristo, ci ha uniti alla sua morte? Per mezzo del battesimo che ci ha uniti alla sua morte, siamo dunque stati sepolti con lui, affinchè, come Cristo è risuscitato dai morti mediante la potenza gloriosa del Padre, così anche noi vivessimo una nuova vita. Infatti, se siamo stati totalmente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con una risurrezione  simile alla sua. Una cosa sappiamo di certo: quello che eravamo prima ora è stato crocifisso con Cristo, per distruggere la nostra natura peccaminosa e liberarci dal peccato. Colui che è morto è libero dal dominio del peccato. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che vivremo con lui, perché sappiamo che Cristo, risuscitato dai morti, non muore più: la morte non ha più potere su di lui. Quando egli morì, morì nei confronti del peccato, una volta per sempre, ma ora vive, e vive per Dio. Così, anche voi, consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, con Cristo Gesù. Il peccato non abbia più, dunque, potere su di voi. Anche se dovete ancora morire, non ubbidite più ai vostri desideri perversi. Non trasformatevi in strumenti di male al servizio del peccato. Offritevi invece come strumenti di bene al servizio di Dio, perché siete come uomini che sono tornati dalla morte alla vita.

VANGELO

Dal vangelo secondo Matteo 28,1-10

Il primo giorno della settimana, di buon mattino le donne andarono al sepolcro di Gesù.
Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostó, rotoló la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come la neve.
Per lo spavento che ebbero di lui le  guardie tremarono tramortite. ma l´angelo disse alle donne: “ non abbiate paura, voi! So che cercate Gesú il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; lá lo vedrete. Ecco, io l´ho detto”.
Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l´annuncio ai suoi descepoli. Ed ecco Gesú venne loro incontro dicendo: “Salute a voi”.
Ed esse, avvicinatesi, gli strinsero i piedi e lo adorarono.
Allora Gesú disse loro: “ Non temete, andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e lá mi vedranno”.

PREGHIERA DEI FEDELI

C: In questa notte santissima in cui la potenza dello Spirito ci crea come uomini nuovi a immagine del
Signore risorto e fa di tutti noi il suo popolo santo, innalziamo la nostra preghiera unanime, perché la gioia della Pasqua si estenda nel mondo intero.

L: Preghiamo insieme e diciamo:
A: Per la santa risurrezione del tuo Figlio, ascoltaci, o Padre.

Per la Chiesa di Dio, perché abbia sempre più viva coscienza di essere comunità pasquale, generata dal Cristo, umiliato sulla croce e glorificato nella risurrezione, preghiamo:

Per tutti i battezzati, perché nell’aspersione del sangue e dell’acqua, che scaturiscono dal costato di Cristo, rinnovino la grazia della loro rinascita nello Spirito, preghiamo:

Per tutti i cristiani perseguitati, perché attingano coraggio e  forza dal Cristo risorto per testimoniare la loro fede in Gesù, preghiamo:

Per l’umanità intera, perché si diffonda nel mondo il lieto  annuncio che in Cristo si è fatta pace fra l’uomo e Dio, e l’uomo e se stesso, l’uomo e i suoi fratelli, preghiamo:

Per le nostre famiglie, perché in ogni casa si celebri nella sincerità e nella verità l’evento pasquale, e si condivida il dono del Signore con la festosa ospitalità ai piccoli, ai poveri e ai sofferenti, preghiamo:

C: Padre, che nella risurrezione del tuo Figlio dissolvi ogni paura e rendi possibile ciò che il nostro cuore non osa sperare, concedi ad ogni uomo che si dice cristiano di rinnovarsi nel pensiero e nelle opere con la fede di chi nel Battesimo si sente risorto.
Per Cristo nostro Signore.
A: Amen. 

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