I Sacramenti dell´iniziazione Cristiana – Battesimo

IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO


INTRODUZIONE
Può nascere in noi una domanda: ma è davvero necessario il Battesimo per vivere da cristiani e seguire Gesù? Non è in fondo un semplice rito, o una formalitá?  È una domanda che può sorgere. E a tale proposito, è illuminante quanto scrive l’apostolo Paolo: «Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo

della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6,3-4). Dunque non è una formalità! È un atto che tocca in profondità la nostra esistenza. Un bambino battezzato o un bambino non battezzato non è lo stesso. Non è lo stesso una persona battezzata o una persona non battezzata. Noi, con il Battesimo, veniamo immersi in quella sorgente inesauribile di vita che è la morte di Gesù, il più grande atto d’amore di tutta la storia; e grazie a questo amore possiamo vivere una vita nuova, non più in balìa del male, del peccato e della morte, ma nella comunione con Dio e con i fratelli. Molti di noi non hanno il minimo ricordo della celebrazione di questo Sacramento, ed è ovvio, se siamo stati battezzati poco dopo la nascita. Chi di voi sa la data del proprio Battesimo? È importante conoscere il giorno nel quale io sono stato immerso proprio in quella corrente di salvezza di Gesù.

Se non lo sapete, cercate, domandate la data del Battesimo e così saprete bene il giorno tanto bello del Battesimo. Conoscere la data del nostro Battesimo è conoscere una data felice. Come io conosco la data della mia nascita, devo conoscere anche la data del mio Battesimo, perché è un giorno di festa. A volte noi finiamo per considerare il nostro battesimo solo come un fatto che è avvenuto nel passato — e neppure per volontà nostra, ma dei nostri genitori —, per cui non ha più nessun influsso sul presente.  Dobbiamo risvegliare la memoria del nostro Battesimo. Siamo chiamati a vivere il nostro Battesimo ogni giorno, come realtà attuale nella nostra esistenza.

Ed ora una domanda: una persona può battezzarsi da sola? Nessuno può battezzarsi solo! Nessuno. Possiamo chiederlo, desiderarlo, ma abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci conferisca questo Sacramento nel nome del Signore. Perché il Battesimo è un dono che viene dato in un contesto di condivisione fraterna. Sempre nella storia, uno battezza l’altro, l’altro, l’altro… è una catena. Una catena di Grazia. Ma, io non mi posso battezzare da solo: devo chiedere ad un altro il Battesimo. È un atto di fratellanza, un atto di filiazione alla Chiesa, la quale come una madre continua a generare nuovi figli in Cristo, nella fecondità dello Spirito Santo. In effetti, come di generazione in generazione si trasmette la vita, così anche di generazione in generazione, attraverso la rinascita dal fonte battesimale, si trasmette la grazia, e con questa grazia il Popolo cristiano cammina nel tempo, come un fiume che irriga la terra e diffonde nel mondo la benedizione di Dio. A proposito dell’importanza del Battesimo per il Popolo di Dio, è esemplare la storia della comunità cristiana in Giappone. Essa subì una dura persecuzione agli inizi del secolo XVII. Vi furono numerosi martiri, i membri del clero furono espulsi e migliaia di fedeli furono uccisi. Non è rimasto in Giappone nessun prete, tutti sono stati espulsi. Allora la comunità si ritirò nella clandestinità, conservando la fede e la preghiera nel nascondimento.
E quando nasceva un bambino, il papà o la mamma lo battezzavano, perché tutti i fedeli possono battezzare in particolari circostanze. Quando, dopo circa due secoli e mezzo, 250 anni dopo, i missionari ritornarono in Giappone, migliaia di cristiani uscirono allo scoperto e la Chiesa poté rifiorire. Erano sopravvissuti con la grazia del loro Battesimo! Questo è grande: il Popolo di Dio trasmette la fede, battezza i suoi figli e va avanti.

E avevano mantenuto, pur nel segreto, un forte spirito comunitario, perché il Battesimo li aveva fatti diventare un solo corpo in Cristo: erano isolati e nascosti, ma erano sempre membra del Popolo di Dio, membra della Chiesa. Possiamo tanto imparare da questa storia!

a) CHE COS’ E’ IL BATTESIMO

1° – E’ un Sacramento: è una azione di Cristo, è un mezzo, è un segno di salvezza,

2° Il Battesimo é stato istituito, o voluto da Gesù. Ha usato un segno già esistente (vedi Giovanni Battista e anche altre tradizioni religiose di popoli dell’epoca) dando a questo segno un significato nuovo e piú profondo. Battezzare (in greco, vuol dire: lavare, pulire, purificare…) significa usare un gesto simbolico, cioè lavare (o aspergere con acqua) una persona, dando a questo gesto un significato più profondo di quello che appare: pulire e purificare l’anima, lo spirito, cambiare l’orientamento della vita; dare alla persona battezzata la vita divina.

3° Il Battesimo è un “mezzo di salvezza”, vuol dire che attraverso le azioni che compio, esso mi dá la Vita di Dio, lo Spirito di Dio, la Grazia, l’Amore di Dio e questo è la mia salvezza totale, definitiva, completa.

Non solo, ma il Battesimo mi inserisce nella Chiesa, che è una famiglia, una Comunità in cammino guidata da Gesú Cristo,  verso la casa del Padre. In una famiglia ci si aiuta, si collabora, ci si vuole bene, si ha un medesimo progetto, si cammina verso la medesima direzione.
Come in una famiglia, chi è battezzato, viene aiutato da tutti gli altri.

b) EFFETTI del BATTESIMO

1° Toglie il peccato. Se siamo adulti e pentiti dei nostri peccati, il Battesimo lava tutte le nostre impurità.

N.B.  Il peccato originale, non è un peccato personale e di cui siamo responsabili, è piuttosto una inclinazione al male, all’egoismo, a fare senza Dio; è la tendenza innata all’orgoglio, all’autosufficienza.

Il Battesimo non toglie queste tendenze ma ci dà la forza la Grazia di vincerle. Il “peccato originale”, è la situazione di “nobili decaduti” nella quale ci troviamo a nascere e a vivere.

2° Il Battesimo conferisce una grazia particolare, lo Spirito Santo, per vincere il male, la nostra superbia e poter compiere il bene. Il Battesimo è partecipazione della Natura e della Vita di Dio, perciò possiamo chiamare Dio “Padre”, perchè abbiamo la medesima natura, siamo realmente Figli di Dio, anche se “adottati da Dio”.

3° Inserisce nella Comunità cristiana, nella Chiesa, in cammino verso Dio.

Con il Battesimo una persona entra a far parte della famiglia di Dio, come nascendo da un papà e da una mamma il bambino entra a far parte della sua famiglia. Dalla famiglia riceve: una casa, nutrimento, educazione, protezione, aiuto, e un domani una eredità… Così come figlio di Dio, entrato a far parte della famiglia di Dio, il battezzato riceve: una casa (la Chiesa–chiesa, comunità), nutrimento (Eucaristia), educazione (la Parola di Dio), aiuto e protezione (la forza dello Spirito Santo… e un domani l’eredità (il Paradiso).

4° Il Battesimo ci fa “figli di Dio”.

Non è un modo di dire, ma è quanto ci dice S. Giovanni: “A quelli che credono, Dio ha dato il potere di diventare figli di Dio; non per nascita naturale o per volontà umana, ma è Dio che dà loro la vita eterna” (Gv. 1 12). E’ ció che ripete più volte S.Paolo nelle sue Lettere. (Galati 4, 4-7)
“Egli (Gesù) nacque da una donna e fu sottoposto alla legge, per liberare quelli che erano sotto la legge e farci diventare figli di Dio. E poiché siete suoi figli, Dio ha inviato nei vostri cuori lo Spirito di suo Figlio che esclama: “Abbà”, ossia “Padre”. Non siete dunque più schiavi, ma figli. E se siete figli siete anche eredi. Così vuole Dio.”

c) IL RITO DEL BATTESIMO


– Il Rito del Battesimo comprende vari momenti:

– 1° momento:   accoglienza viene assegnato il nome impegno nell’educazione e nella vita cristiana, sia da parte dei genitori, che da parte dei padrini segno della croce sulla fronte

– 2° momento: a) ascolto della Parola di Dio.
Perché battezziamo? Perché ce lo ha detto Gesú. E chi è Gesú?

Per usare un linguaggio sportivo, possiamo dire che Gesú è il nostro allenatore; sí, perché noi cristiani siamo una grande SQUADRA (chiamiamola anche CHIESA, chiamiamola anche FAMIGLIA); non siamo una squadra di 11 giocatori, ma di milioni di giocatori; come tutte le squadre anche noi dobbiamo giocare la nostra partita (la partita della vita); come tutte le squadre anche noi dobbiamo affrontare i nostri avversari, che non sono le persone, ma Satana, il Male, e dobbiamo vincere. E le partite si vincono facendo GOL; e noi i gol non li facciamo dando calci al pallone, ma facendo gesti di amore: ogni gesto di amore è un gol che noi facciamo a Satana, al Male; il Male si vince facendo il Bene. E come ogni squadra ha un allenatore, anche la nostra squadra CRISTIANA ha il suo allenatore: GESÙ CRISTO. E come i giocatori ubbidiscono al loro allenatore, anche noi dobbiamo ubbidire a Gesú Cristo; perció battezziamo. Ma Gesú non ci ha detto soltanto di battezzare, ha detto anche di insegnare le cose che lui ha detto e metterle in pratica.


– 3° momento: preghiere dei fedeli

– 4° momento: invocazione dei santi:

Chi sono i Santi? I Santi sono persone umane, cristiani, che sono vissuti prima di noi, hanno giocato la loro partita e sono diventati CAMPIONI, campioni MONDIALI; non del pallone, ma dell’AMORE. E come i ragazzi, le ragazze, i giovani imitano i loro campioni sportivi o della canzonetta o della televisione, cosí noi dobbiamo imitare i nostri campioni d’amore, i Santi; e come i ragazzi o i giovani hanno dei Poster dei loro campioni, nelle loro stanze, cosí anche noi abbiamo i poster dei nostri campioni d’amore, nelle nostre case: i quadri, le statue, ecc. È proprio necessario pregare i Santi e chiedere le grazie a loro? Non è meglio rivolgersi direttamente a Dio? Certo! Ognuno puó pregare direttamente Dio; peró non è sbagliato pregare i santi, perché Gesú ha detto che ai servi fedeli (Santi) che sono stati fedeli nell’amministrare il poco (la loro vita terrena), verrá data l’amministrazione di molto (i doni di Dio, Mt. 25, 21) Quindi i Santi sono amministratori delegati dei doni di Dio. Anche loro, quindi, amministrano le grazie e i doni di Dio: miracoli, ecc. I doni non sono loro, sono di Dio, ma loro li amministrano, secondo la Parola di Gesú..

– 5° momento: olio dei catecumeni sul petto
Perché sul petto e non sui piedi? Perché il petto è il simbolo della persona; l’olio è il simbolo della forza. Ungendo il petto con l’olio, vuol dire che il battezzato deve essere forte nella vita, per superare tutti i problemi e le difficoltá; e non smidollato che davanti ad un problema, si toaglia le vene o si butta sotto il treno o si droga, per dimenticare. Ma soprattutto deve essere forte nella fede cristiana, senza vergognarsi di essere cristiano, di appartenere a Cristo, o di mettere piede in chiesa.   — 6° momento: esorcismo
7° momento: promesse battesimali (o rito della rinuncia)
Ricevere il battesimo è un gesto con cui esprimiamo la nostra volontà di entrare nella comunità cristiana, a far parte della famiglia di Dio.
Ma questa comunità che cos’è, in che cosa crede, a che cosa si interessa, che cosa insegna, come lavora, ecc. Sono tutte domande che bisogna chiarire, prima di far parte di una società o di una famiglia. In che famiglia sto entrando? Che cosa vuole da me?  Io che cosa devo fare?…
Le promesse battesimali ci invitano a “rinunciare” al diavolo, all’egoismo, all’orgoglio, al tradimento, alle ingiustizie, alla disonestá, alla immoralitá, ad ogni tipo e e ad ogni forma di male. E perché? Perché, quando uno fa una scelta, rinuncia ad altre cose. Per esempio se noi abbiamo scelto di venire in Germania, abbiamo rinunciato ad andare in Australia; se uno ha scelto quella ragazza come compagna della vita, deve rinunciare a tutte le altre ragazze; e viceversa. Questa è serietá di vita. Noi ora stiamo scegliendo Cristo; se scegliamo Cristo dobbiamo rinunciare all’Anticristo. E chi è l’Anticristo? Satana, il Male.  Dopo, c’è la parte positiva: nel senso che ci impegniamo a credere nel Dio insegnato da Gesú Cristo, che é Padre-Figlio-Spirito Santo… Le promesse battesimali dicono chiaramente e mettono in chiaro per chi, per che cosa veniamo battezzati, in che tipo di comunità entriamo. La Comunità cristiana in cui entriamo non è una bocciofila o una organismo non governativo, e neppure una associazione di mutuo soccorso…; è la famiglia dei figli di Dio che credono in Dio Padre, in Gesù, nello Spirito, nella Chiesa, nella vita eterna.

– 8° momento: battesimo con l’acqua

Cosa è successo ora? Noi abbiamo visto una cosa (acqua sulla testa) ed è successo un’altra cosa. È successo un parto! E chi ha partorito?
Ha partorito Dio. Partorire non vuol dire l’atto materiale del “venire alla luce”. Partorire vuol dire “dare la vita”. È il papá e la mamma che partoriscono (danno la vita) alla loro creatura. Questo vale anche per Dio. Partorendo, Dio ha dato la vita a colui che è stato battezzato.
I genitori hanno dato la vita “umana”, il massimo che possono dare, perché sono persone umane. Dio ha dato la vita “divina”. Ora la vita umana comincia con la nascita e finisce con la morte. La vita divina comincia col battesimo e non finisce piú, continua in Dio anche dopo la morte del corpo. Quindi è bene sviluppare e curare la vita umana (col nutrimento, con l’educazione, l’istruzione, ecc.) ma bisogna sviluppare anche la vita divina (con l’educazione religiosa, cioè, col nutrimento della Parola di Dio, dell’Eucaristia e delle opere di giustizia e di amore.
Perché si battezza con l’acqua e non con il latte, o con la birra o con il vino o con la grappa? Perché senza latte, senza birra, senza il vino e senza la grappa si puó vivere; senza l’acqua non si puó vivere: tutto secca e tutto muore; l’acqua è il simbolo della vita. E per far capire che Dio ha dato la sua vita al battezzato, l’ha data attraverso l’acqua.

                           
– 9° momento: Unzione con il Crisma sulla testa
Cosa vuol dire? Il Crisma è l’olio d’oliva misto ad un profumo che si chiama “nardo” e che è consacrato da Vescovo una volta all’anno, il Giovedí Santo. Esso serve per 3 cose. 1) ad ungere le mani di chi diventa sacerdote; 2) ad ungere la testa di chi viene battezzato; 3) ad ungere la fronte di chi viene cresimato. Il Crisma è il simbolo di CRISTO (iniziano tutte e due le parole con CRIS). Allora ungendo le mani di chi diventa sacerdote vuol dire che il sacerdote ha i poteri di Cristo. E quali sono i poteri di Cristo? Soprattutto quello di perdonare i peccati e quello di cambiare il pane e il vino nel suo corpo e nel suo sangue. Ungendo la testa del battezzando vuol dire che chi riceve il battesimo deve avere la testa di Cristo, cioè deve pensare come cristo, deve amare come Cristo, deve vivere come Cristo: questo è il “CRISTIANO”. Ungendo la fronte di chi è cresimato, vuol dire che si CONFERMA la scelta di Cristo e si conferma l’impegno ad avere la testa di Cristo.

– 10° momento: La veste bianca
Perché? Abbiamo detto che i cristiani sono una grande SQUADRA. Ora le squadre hanno le loro divise, le maglie, di vario colore. Anche il cristiano ha la sua divisa: la maglia bianca, anch’essa è simbolo di Cristo. Vestendo la maglia bianca, il cristiano di riveste di CRISTO, è un altro “Cristo”.

– 11° momento: Consegna della candela     
Cosa vuol dire? Come sapete e vedete, la candela la si accenda dal cero pasquale. Perché? Perché non la si accende con l’accendino? Tra l’altro si potrebbe fare prima! Invece no! Bisogna accenderla dal cero pasquale.
Il cero pasquale è il simbolo del Cristo Risorto e la fiamma del cero pasquale è il simbolo della luce di Cristo, cioè degli insegnamenti di Cristo. Allora il Sacerdote prende la luce da Cristo e la consegna al battezzato, per indicare che egli deve camminare nella sua vita alla luce degli insegnamenti di Cristo, non alla luce degli insegnamenti della televisione o degli oroscopi o del proprio egoismo, del proprio orgoglio e della propria vanitá.

– 12° momento:  il Padre nostro
Colui che è stato battezzato ha 2 padri e 2 madri: il padre e la madre della vita umana e il padre e la madre della vita divina (Dio non è maschio, Dio non è femmina, Dio è Spirito, è Amore, quindi è padre e madre insieme!).
Ora si puó rivolgere a Dio e per la prima volta lo puó chiamare con il nostro di “Padre”, suo Padre.

-13° momento: Benedizione finale

– 14° momento: Saluto

Ultimo atto:

 Iscrizione nel registro dei Battezzati, per far parte ufficialmente della Chiesa Cattolica, nella comunità di…

d) IL BATTESIMO DEI BAMBINI


1° Perché battezzare un bambino piccolo, incosciente e non aspettare che sia lui stesso a decidere che cosa fare un domani?
Perchè si chiede il battesimo? Per fede? Per tradizione? Per paura che possa morire senza battesimo? Perché così fan tutti? Per togliersi un pensiero? Purtroppo, non sempre ci sono motivazioni di fede.
Tuttavia se un genitore pensasse di fare una cosa “buona” e “giusta” per il suo bambino dandogli il Battesimo, farebbe bene a farlo.
I genitori decidono per il bambino quanto ritengono giusto e buono per lui, senza avere grandi motivazioni religiose e senza che il bambino chieda nulla; ma avvertono e sentono il battesimo come un bene per il loro bambino. È bene decidere al posto del bambino? Ma non ci accorgiamo che all’inizio, sono i genitori che prendono “tutte” le decisioni al posto del bambino? È un bene? Ma certo, anzi è una necessitá. Sono i genitori, per esempio, che decidono di dargli da mangiare a una certa ora e un tipo di nutrimento, non perché è lui a chiederlo, ma perché loro ritengono questo un bene per lui.
Circa il battesimo, quando sarà abbastanza adulto farà le sue scelte, deciderà se confermare il battesimo o meno. Il battesimo comunque non condiziona le scelte della sua vita.

2° La pratica battesimale nelle primi secoli della Chiesa:
All’inizio venivano battezzati solo gli adulti, ossia chi voleva diventare discepolo del Signore Gesú, chi voleva far parte della Comunitá cristiana.
La persona adulta che chiedeva il battesimo, veniva seguito per tre o più anni da un cristiano di provata fede e di decisa pratica cristiana (il Padrino). Il  “Padrino” era il cristiano adulto che il sacerdote affiancava a colui che voleva essere battezzato, nel suo cammino verso il battesimo.
Gli insegnava il Vangelo, le preghiere, il comportamento morale, come doveva vivere un cristiano, la legge del perdono, la rinuncia anche al denaro, ecc.… e quando il Padrino riteneva sufficientemente preparato il suo discepolo per il battesimo, lo presentava alla comunità.
Questa faceva uno scrutinio (un esame) in modo da valutare se la persona che richiedeva il battesimo fosse veramente idonea.
Se il parere della comunità era positivo, la notte del Sabato Santo partecipava con tutta la comunitá ai Riti Pasquali, ricevendo il Battesimo, l’unzione con l’Olio Santo (Cresima) e l’Eucaristia. Il fonte battesimale consisteva in una vasca d’acqua nella quale il battezzando si immergeva, per poi riemergere (morte e risurrezione di Gesù) ricevendo una veste bianca per coprirsi e che portava per tutta la settimana.
La domenica dopo Pasqua, in tutte le Comunità cristiane si celebrava la Domenica in “Albis” (cioè, la domenica delle “vesti bianche”) per far festa a tutti i neo-battezzati: dopo quella domenica, i nuovi battezzati, si toglievano la veste bianca e si vestivano come tutti gli altri. Ormai nella comunitá cristiana erano conosciuti come nuovi discepoli.
Ma l’uso di battezzare anche i bambini è testimoniato anche fin dall’inizio della Chiesa, negli Atti degli Apostoli: gli apostoli stessi battezzavano intere famiglie, compresi i neonati. Con il passar dei secoli, questa tradizione, all’inizio era una minoranza, poi è diventata abituale.
Oggi la pratica nella Chiesa è la seguente: prima si celebra il Battesimo e  poi il bambino viene educato alla fede (il che non sempre si verifica).
Certo il battesimo dei bambini manifesta il desiderio dei genitori di trasmettere ai propri figli il dono preziosissimo che essi stessi hanno ricevuto: cioè la vita divina. Ma questa bella pratica, peró affievolisce il valore della consapevolezza e della scelta da parte di chi deve essere battezzato. Ma si potrebbe anche cambiare la pratica! Prima si educa alla fede e poi si dá il battesimo.  In tal caso, i genitori seguono cristianamente il bambino, insegnando le prime preghiere, portandolo in chiesa, aiutandolo alla vita cristiana di onestà, sincerità, parlandogli di Gesù, ecc…, e poi quando fosse in grado di decidere per se stesso, potrebbe l’interessato stesso chiedere il Battesimo, ma già vive la fede e la vita cristiana.

e) Il RUOLO DEI PADRINI
A che servono i padrini? Per capire il significato dei padrini, bisogna ritornare a capire cos’è il Battesimo. Esso è una nuova nascita, una nascita alla vita divina ed è Dio Padre-Madre del bambino. Ma Dio noi non lo vediamo e siamo portati a dimenticarcene. La Chiesa vuole che ci siano i padrini, che sono i “rappresentanti di Dio”. Essi quindi devono fare gli interessi di Dio, devono garantire lo sviluppo della vita divina del battezzato; e per questo devono essere loro per primi veri cristiani, devono avere loro per primi una intensa vita spirituale per essere MAESTRI di fede. Per questo la Chiesa non puó accettare come Padrini coloro che non professano la fede, non la vivono o la contraddicono con la loro vita non conforme al Vangelo.  Perció non è possibile accettare come padrino o madrina una persona che convive o è risposata civilmente; oppure che è di un’altra religione, come l’Islam.

f) Il BATTESIMO di Giovanni e il BATTESIMO di GESÙ.

– Il battesimo di Giovanni: Mt. 3, 1-17

– Il battesimo di Gesù Gv. 3, 1-10; Mt. 28, 19; Lc. 24, 36-49; At. 2, 38-41

Conclusione: RIFLESSIONI FINALI
1° Il Battesimo, ricevuto da bambini, deve essere riscoperto da adulti;

allora diventa una risposta a Dio che ci ama da sempre e che sta attendendo una risposta

2° Che cosa significa “credere”?

Credere non significa soltanto che Dio esiste, ma che ci si fida di Lui, vuol dire fidarsi, essere convinti che quanto ha detto, anche le parole più incomprensibili, sono giuste, vere,  buone  per me, per l’umanitá.

3° Il Battesimo è un Sacramento che serve a noi, non a Dio. Dio ci vuole bene, prima del Battesimo e anche senza il Battesimo; Lui non ha bisogno del Battesimo per amarci come sue creature. Siamo noi ad avere bisogno del Battesimo, come avere la vita divina e per rispondere a un Dio che ci ama e che ci è Padre.

4° Chi è battezzato (anche se bambino) è un “consacrato”.

Il Battesimo deve essere visto anche come una „consacrazione a Dio”.

Il battezzato è „roba sua“, „gli appartiene”, è a Lui “consacrato” (tanto è vero che viene  “unto con olio”.

5° Tutti gli uomini che vengono a questo mondo sono “sue creature”, “amati da Dio”, ma non “figli”.
“Figli” si diventa (Gv. 1, 12) con il battesimo (Gv. 3, 5).
Ma ci sono persone che lo sanno e altre che non lo sanno e altre ancora, la maggioranza, a cui non interessa affatto. Quindi Dio non guarda solo ai battezzati o alla sua Chiesa; Lui è interessato a tutti gli uomini, battezzati o no, cristiani o meno.

6° Il Battesimo (non nel momento che lo si celebra, ma nel momento in cui si comincia a capirne il significato e l’importanza per la vita) è un “capitale” di cui non si conosce il valore o l’esistenza. Es. Se ci sono 100 persone che hanno un miliardo di euro depositati in banca da un benefattore, ma a loro insaputa, tutte quelle persone continueranno a vivere da operai, impiegati, da braccianti, da disoccupati, ecc … come sono soliti vivere.
Se però qualcuno prima o poi andrà in banca e scoprirà che ha possibilità di usare un miliardo di euro, si sentirà non solo ricco, ma la sua vita cambierà radicalmente. Chi non sa o non gli interessa sapere, perché ha altri interessi e altri impegni, continuerà a vivere come un poveraccio, pur avendo un capitale immenso a disposizione e pur potendosi permettere di vivere da nababbo. Il Battesimo è prendere coscienza che si ha un capitale (esser figli di Dio, avere Dio per Padre…) e cominciare a vivere in conformità.

7° Il Battesimo dovrebbe essere una presa di coscienza, propriadell’età adulta,che siamo figli a Dio e facciamo parte della sua famiglia.
Con il Battesimo non cambia nulla da parte di Dio, mentre cambia tutto per noi.

8° Il Battesimo dovrebbe essere sempre:
– un punto di arrivo di un cammino battesimale, alla scoperta del significato del proprio Battesimo
– ma anche un punto di partenza per un nuovo cammino da figli di Dio.

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