Commemorazione dei defunti Anno A – 02 Novembre 2023

VANGELO
Dal Vangelo secondo Giovanni 6, 37-40

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Oggi la Chiesa prega per i suoi figli battezzati, che si sono addormentati in Cristo, affinché passino dalla morte alla vita e, purificati nell’anima, vengano accolti nel cielo, mentre il corpo aspetta la venuta di Cristo per risorgere.  In genere, nella nostra vita noi pensiamo di non avere mai abbastanza: viviamo proiettati verso un continuo «domani», dal quale ci aspettiamo sempre «di più»: piú comprensione, più amore, più felicità, più benessere. Va bene cosí, continuiamo a farlo. Continuiamo a sognare nella nostra vita. Ma non dimentichiamo che ad ogni angolo, ci puó stare ad aspettare la morte per dirci che la nostra missione su questa terra è terminata. Certo è difficile per noi abituarci a questo pensiero e spesso lo cacciamo via. Eppure la morte ci segue come un’ombra durante tutta la nostra vita; infatti gli addii, le separazioni, le malattie, i dolori, le delusioni, gli insuccessi, le insoddisfazioni, non sono altro che dei segni premonitori della morte. Nonostante tutto, la morte, resta per l’uomo un profondo mistero. E noi cristiani, come dobbiamo vedere la morte? Come dobbiamo affrontarla? Per noi cristiani la morte è un calice amaro che dobbiamo bere fino in fondo, perché è frutto del peccato; ma, uniti a Cristo, questo calice amaro, si trasforma in dolcezza, perché nel momento in cui chiudiamo gli occhi su questo mondo e li apriamo nell’aldilá, troveremo finalmente il nostro Creatore e il nostro Padre che ci aspetta a braccia aperte. La vita terrena per il cristiano, quindi, è preparazione alla vita celeste. La nostra vita cristiana terrena è un periodo di formazione, di lotte, di scelte per Cristo. Se l’uomo sceglie di mettersi contro Cristo, sarà tormentato in eterno dal ricordo di quello stesso amore che ha rifiutato. L’uomo, invece, che si decide per Cristo, troverà in quell’amore la gioia piena e definitiva. Possiamo fare qualcosa per i defunti? Certamente! Essi non sono lontani da noi: appartengono tutti alla comunità degli uomini e alla Chiesa, sia quelli che sono morti nell’abbraccio di Dio, come pure tutti coloro dei quali solo il Signore ha conosciuto la fede. La preghiera per i defunti è una tradizione della Chiesa. In ogni persona infatti, anche se morta in grazia di Dio, ci puó essere molta imperfezione, ci puó essere molto da purificare, dell’antico egoismo! Quanto tempo durerà la purificazione? Non siamo in grado di saperlo, né quanto tempo durerá, né dove avviene la loro purificazione, né come avviene.  Dal punto di vista umano, con la nostra preghiera noi, semplicemente, aiutiamo le anime dei “defunti” a purificarsi!

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