Domande e Risposte
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È giusto dire che il sacerdote è “un uomo come gli altri”?
No, non è giusto! Il sacerdote dal punto di vista umano è certamente un uomo come gli altri, ma da quando riceve la “divina vocazione” non lo è piú! E perché? Perché quando Dio chiama qualcuno, lo sceglie, lo separa dalla massa degli altri e lo destina ad una speciale missione. E questo é proprio il caso della Missione Sacerdotale. La persona chiamata al sacerdozio riceve il carattere sacerdotale e i poteri sacri divini, al culmine dei quali c’è il divino potere di perdonare i peccati (Sacramento della Confessione) e il divino potere eucaristico di consacrare il pane e il vino, trasformandoli nel Corpo e nel Sangue di Cristo (Sacramento dell’Eucarestia), diventando così “alter Christus” (un “altro Cristo”), per la unione col divino Sacerdote Gesù. Infatti, quando Dio chiama deve avvenire la separazione dalla massa e l’avvicinamento a Lui. Gli episodi di vocazione, narrati dal Vangelo, mettono in risalto proprio questa “separazione”: «Chiamò A SÉ quelli che egli voleva; ed essi andarono A LUI. E ne costituì dodici, perché stessero CON LUI, e per mandarli a predicare» (Mc. 3, 13-14). “Vendi tutto ciò che hai e dallo ai poveri…, poi VIENI E SEGUIMI” (Mt. 19, 21).
Fonte: Pier Carlo Landucci, “La Sacra Vocazione” (Edizioni Paoline, 1960).
